Se la vita ci è resa difficile da questa assurda malattia, noi non ci arrendiamo!
"Short-term profits can short-change our future...The cost of ignoring the chemical effects on human health is quietly but steadily growing ever higher, creating a dangerous risk to the very underpinnings of society" Cindy Duering
"Scopo e compito della scienza (episthmh) è lo scoprire qualcosa che non è stato ancora scoperto e il cui esser scoperto sia preferibile al restare ignoto". Ippocrate
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martedì 13 novembre 2012

Per pulire la casa in sicurezza

Visto che molti prodotti per la pulizia della casa contengono sostanze che scatenano reazioni allergiche e asma, fino a provocare tumori, l'associazione di consumatori statunitense EWG (Envinromental Working Group), ha testato 2000 prodotti, alcuni dei quali si trovano in commercio anche in Italia, come  Air Wik, Febreze, Finish e Glade
ed ha pubblicato una guida consultabile online per poter scegliere i prodotti meno pericolosi per la nostra salute e per l'ambiente.

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Oprah mette in guardia sui pericoli dei prodotti per la pulizia della casa


mercoledì 10 ottobre 2012

I danni che producono gli ammorbidenti

...non si limitano all'inquinamento ambientale, essendo purtroppo i suoi componenti persistenti e non biodegradabili: si tratta di sostanze  (additivi,  fosfati, pentano, limonene, benzil acetato, coloranti artificiali) che risultano  nocive per la salute dell'uomo. Possono scatenare reazioni allergiche, asma, dermatiti, soprattutto nei bambini e nei soggetti più sensibili, nonché danni al sistema nervoso. Sono state riscontrate correlazioni fra l'insorgenza di malattie come il cancro, danni al fegato e ai reni e l'uso di ammorbidenti convenzionali contenenti queste sostanze tossiche.
fonte: greenMe
foto: BIO-LOGICA.it
Una valida alternativa agli ammorbidenti tradizionali in commercio sono il bicarbonato e l'aceto

Fresco profumo di primavera?

Perché il danno chimico al cervello è ignorato?

martedì 1 marzo 2011

Un italiano su tre allergico ai detersivi


Detersivi e prodotti per la pulizia della casa: provocano allergie e irritazioni ad un italiano su tre

Irritazioni, congiuntiviteprurito asma: sono i principali sintomi che si manifestano nelle persone particolarmente sensibili ad alcuni tipi di prodotti per l’igiene della casa.

Il problema interessa un terzo degli italiani, soprattutto donne, e i più a rischio sono i soggetti con una predisposizione allergica e gli asmatici.
Ma quali sono le sostanze più aggressive e irritanti? Lo spiegaDomenico Schiavino direttore della Scuola di specializzazione dell'Istituto di allergologia del Policlinico Gemelli di Roma: le sostanze usate per dare una certa profumazione al prodotto, ad esempio, possono provocare problemi di broncocostrizione a soggetti asmatici; le molecole contenute nella candeggina che, anche a causa del suo caratteristico e persistente odore, possono provocare qualche difficoltà di respirazione; i metalli nobili contenuti in alcuni prodotti in polvere (che possono rappresentare un problema soprattutto per chi soffre già di un’allergia a nickel, cobalto e cromo).
Quella al nickel, ad esempio, è un’allergia in crescita nel nostro Paese: i dati rivelano che ne soffre il 32% dei pazienti allergici, contro il 20% della media europea e il 10% dellaDanimarca.
Il motivo di questo aumento dell’incidenza delle allergie al nickel è da ricercare, spiegano gli esperti, soprattutto nell’ambiente nel quale un soggetto cresce e vive regolarmente, ma anche ad abitudini sempre più radicate, come l’uso prolungato di orecchini piercing che provocano una iper- sensibilità al nickel.
Ma anche gli allergici al cobalto sono in aumento – si calcola che questo disturbo colpisca il 10% delle persone che si rivolgono ai centri di allergologia - e gli asmatici (che rappresentano il 10% dei pazienti allergici) che risentono soprattutto dell’inalazione di detersivi e prodotti dall’odore particolarmente intenso (come l’acido muriatico o l’ammoniaca).
D’altra parte si è assistito, negli ultimi anni, a un aumento esponenziale del numero di prodotti per la pulizia della casa.
Mille profumazioni e decine di funzioni sempre più specifiche. Gli ecologisti, invece, consigliano di fare un passo indietro: scegliere solo due o tre prodotti che siano efficaci per ogni genere di pulizia e, dove possibile, optare per prodotti biodegradabili ed ecologici. A goderne sarà anche il pianeta.

sabato 1 gennaio 2011

Il fumo passivo colpisce ancora

I ricercatori dell'Istituto di Medicina Ambientale del Karolinska Institute di Stoccolma insieme ai ricercatori dell’Organizzazione mondiale della Sanità hanno eseguito una stima dell'esposizione mondiale al fumo passivo e dell'impatto della malattia che ne consegue in bambini e adulti nel 2004. Lo studio, che ha preso in esame i dati di 192 paesi, appena pubblicato sulla rivista The Lancet, dimostra che l'impatto maggiore ha riguardato le infezioni del basso tratto respiratorio in bambini di età inferiore a 5 anni (5 milioni e 939.000), la malattia ischemica cardiaca negli adulti (2 milioni e 836000) e infine l'asma in adulti (1 milione e 246000) e bambini (651000). L’esposizione al fumo passivo è poi stata stimata essere causa di morte di oltre 600.000 persone, 379.000 persone per malattia ischemica cardiaca, 165.000 per infezioni del basso tratto respiratorio, 36.900 per asma e 21.400 per cancro al polmone.

lunedì 22 novembre 2010

Volvo e Ford garantiscono basse emissioni nell’abitacolo delle proprie vetture

Volvo: Tutti i nuovi modelli vengono verificati in condizioni simili a quelle in cui si troverebbero se fossero parcheggiati sotto il sole del Mediterraneo; ciò consente di misurare le emissioni dell'abitacolo a 65°C, una temperatura alla quale i materiali dell'abitacolo rilasciano normalmente emissioni nocive. Volvo ha tuttavia ridotto al minimo tali emissioni all'interno delle vetture utilizzando tessuti anallergici e materiali accuratamente selezionati. Dato che non esistono norme generalmente accettate riguardo la qualità dell'aria presente all'interno delle vetture, Volvo Cars ha stabilito propri requisiti in merito e li utilizza durante lo sviluppo dei suoi nuovi modelli.
Per soddisfare tali specifiche, tutti i tessuti impiegati all'interno delle vetture sono certificati da Oeko-Tex, mentre gli altri materiali, componenti e sistemi dell'abitacolo devono superare prove rigorose sia presso i fornitori, sia presso il laboratorio per i materiali di Volvo Cars. "I materiali delle finiture interne vengono approvati per l'uso nell'abitacolo delle nostre vetture soltanto dopo avere superato le nostre prove rigorose", spiega Patrik Libander, responsabile delle prove sui materiali per gli interni presso Volvo Cars. Lo standard Volvo stabilisce un limite severo per i composti organici volatili totali (TVOC, Total Volatile Organic Compounds), in quanto la presenza di livelli elevati di tali sostanze nell'aria dell'abitacolo produce cattivi odori, causa cefalee, nausee e capogiri, e può scatenare crisi di asma. Sono soggette a limiti rigorosi anche le aldeidi, e in particolare la formaldeide, in quanto possono causare allergie da contatto e respiratorie.
Dato che i materiali impiegati nell'abitacolo rilasciano tali sostanze a temperatura elevata, gli esperti di materiali di Volvo Cars utilizzano il simulatore di insolazione disponibile presso l'Istituto Svedese per le Prove e la Ricerca (Swedish Testing and Research Institute) per verificare che le emissioni dell'abitacolo dei nuovi modelli di vetture siano effettivamente basse. L'auto viene posteggiata sotto le lampade solari incandescenti fino a quando la temperatura interna raggiunge i 65°C, come accade al termine di una giornata di sosta al sole in un parcheggio. Le emissioni di Composti organici volatili totali (TVOC, Total Volatile Organic Compounds) e aldeidi vengono misurate analizzando i campioni di aria prelevati dall'abitacolo, consentendo la verifica del rispetto dei relativi livelli. I membri del ‘team dei nasi’ di Volvo Cars si accomodano inoltre nell'abitacolo della vettura, riscaldato dal sole, e ne valutano l'odore utilizzando una scala stabilita. Volvo effettua le prove di simulazione dell’insolazione dal 2000. "I risultati delle prove di simulazione dell'insolazione sono un elemento di rilievo dei rapporti forniti all'Associazione svedese per l'asma e le allergie al fine di ottenerne l'approvazione e la raccomandazione relativa all'aria presente all'interno dei modelli Volvo. L'Associazione raccomanda in totale quattro modelli Volvo, vale a dire la S80, la V70, la XC70 e la recentissima XC60", conclude Patrik Libander.
Ford: La Fiesta ha ricevuto il marchio di qualità "Allergy-Tested Interior" rilasciato dal TÜV Rheinland Group per gli interni a prova di allergie, seguendo le orme di Ford Focus, C-MAX, Kuga, Mondeo, S-MAX e Galaxy.
Il TÜV è un autorevole organismo indipendente tedesco che, attraverso test e valutazioni, certifica gli standard di qualità dei prodotti industriali e di consumo. La certificazione del TÜV garantisce quindi che i materiali scelti per gli interni consentono di ridurre al minimo il rischio di allergie.
Perchè un'azienda riceva il marchio, gli esperti del TÜV devono certificare che i materiali utilizzati per gli interni dei veicoli sono stati selezionati al fine di ridurre quanto più possibile il rischio di reazioni allergiche. Ford è la prima casa automobilistica a commercializzare veicoli che hanno ricevuto questa certificazione TÜV e conta di estenderla a molti altri modelli esistenti e futuri.
fonte: DueMotori.com

martedì 9 novembre 2010

L'aria nelle scuole: nociva più del traffico

FIRENZE. Che aria tira nelle nostre scuole? Non buona pare, almeno secondo i risultati del progetto Search presentati nel corso del convegno "Qualità dell'aria nelle scuole: un dovere di tutti, un diritto dei bambini. Insieme si può" organizzato dal ministero dell'Ambiente, da Federasma onlus (Federazione delle associazioni italiane di sostegno ai malati asmatici e allergici) e l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Le analisi e i sopralluoghi nelle scuole hanno messo in evidenza le interazioni esistenti tra inquinamento esterno e quello indoor: traffico, fermate di autobus e altre fonti fanno salire i valori delle polveri sottili (PM10) che, entrando nelle aule, raggiungono concentrazioni anche superiori agli 80 µg/m³ (per l'outdoor, la soglia è di 40 µg/m³). All'interno degli edifici scolastici, inoltre, le concentrazioni di formaldeide (inquinante chimico che si libera nell'aria da mobili, colle adesive, vernici, detergenti per la casa e spray mangia polvere) sono risultate più elevate rispetto alla media delle altre scuole europee, anche se rimangono lontane dai livelli di pericolosità indicati dall'Oms. Infine  umidità, cattiva ventilazione e caldo fanno aumentare anche altri allergeni come acari, muffe, pollini e provocare l'aumento della concentrazione di alcuni inquinanti chimici volatili. A fronte di questo quadro, il risultato sintetico dell'indagine effettuata su oltre 1000 bambini intervistati (13 scuole in 6 diverse Regioni): quasi il 30% soffre di rinite allergica e il 20 % tossisce frequentemente, spesso anche la notte ( 14%). Una delle conseguenze è anche l'aumento dei giorni di assenza  a scuola.

domenica 25 luglio 2010

Uno studio dimostra che l'iperreattività sensoriale non è strettamente correlata né con l'asma né con le malattie psichiatriche.

Relazione tra iperreattività sensoriale, asma e  malattie psichiatriche
Pubblicazione ufficiale dell'"American College of Allergy, Asthma & Immunology" 2010;105(1):20-3.
Autori: Johansson A, Millqvist E, Bende M
Per questo studio sono stati esaminati 724 pazienti di una clinica specializzata in allergologia. E' stato sottoposto loro un questionario per rilevare le reazioni individuali agli odori. Poi, i pazienti affetti da grave MCS sono stati sottoposti al test inalatorio della capsaicina (usato nella diagnosi di iperreattività delle prime vie aeree), infine è stato somministrato loro un questionario per valutare i problemi psichiatrici.
I soggetti iperreattivi (SHR) sono risultati essere circa il 6% dei pazienti in esame, percentuale corrispondente a quella rilevata nella media. Non sono emerse relazioni significative che colleghino l'iperreattività a depressione o ansia. Gli studiosi sono perciò pervenuti alla conclusione che non c'è una stretta connessione tra SHR e asma o problemi psichiatrici.

L'SHR è, così come hanno specificato gli autori in una precedente ricerca, è un'iperreattività sensoriale con sintomi prevalentemente alle vie aeree che si manifesta in un sottogruppo di persone intolleranti a sostanze chimiche con caratteristici odori aggressivi.