Se la vita ci è resa difficile da questa assurda malattia, noi non ci arrendiamo!
"Short-term profits can short-change our future...The cost of ignoring the chemical effects on human health is quietly but steadily growing ever higher, creating a dangerous risk to the very underpinnings of society" Cindy Duering
"Scopo e compito della scienza (episthmh) è lo scoprire qualcosa che non è stato ancora scoperto e il cui esser scoperto sia preferibile al restare ignoto". Ippocrate
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giovedì 18 novembre 2010

La terapia chelante

Questo trattamento viene promosso da oltre 20 anni negli USA da una associazione medica dedicata alla Medicina Funzionale (ACAM: American Council for Advancement in Medicine).

Il termine deriva dalla parola greca "chele" che significa legare.
L'azione chelante avviene quando un minerale accetta uno scambio di almeno due elettroni con la molecola dell'EDTA.
Una volta chelato il minerale perde le sue proprietà fisiologiche o tossiche, in quanto viene sequestrato all'interno della struttura dell’EDTA ed eliminato attraverso la via urinaria.
L'EDTA chela inoltre gli ioni calcio presenti nel sangue. La riduzione del valore del calcio ematico induce una attivazione del paratormone con richiamo degli ioni calcio dai tessuti ectopici (comprese le fibrocellule muscolari delle pareti dei vasi: maggior flessibilità => aumento del flusso sanguigno) per compensare la riduzione del calcio ematico. Il paratormone aumenta la mobilizzazione del calcio sottraendolo innanzitutto alle placche in via di formazione.

In campo medico fu usata per la prima volta nel 1950 sui marinai americani che al termine della seconda guerra mondiale furono impiegati a ridipingere le navi da guerra. 
Le vernici utilizzate ricche in piombo ed altre sostanze tossiche determinarono saturnismo (intossicazione da piombo). 
I marinai furono sottoposti a Terapia Chelante per la detossificazione dal piombo e molti di questi pazienti precedentemente affetti da altre patologie quali angina pectoris, claudicatio intermittens, ipertensione riscontrarono beneficio, oltre che per il saturnismo, anche per la malattia vascolare.
Poiché il fatto clinico aveva rilievo "scientificamente significativo", molti studiosi del settore cominciarono ad intraprendere questo trattamento per la cura e la prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Dr Sante Guido Zanella

venerdì 22 ottobre 2010

DANNI NEUROLOGICI DA METALLI PESANTI

Il Dottori dell'ISDE Maurizio Proietti (Coordinatore rete italiana ricercatori per responsabilità ambientale e sociale) e Roberto Romizi (Presidente), a UnoMattina, mettono in guardia sui pericoli dell'accumulo dei metalli tossici nell'organismo.

venerdì 15 ottobre 2010

TERAPIA CHELANTE


La chelazione dei metalli è la captazione di un metallo-ione attraverso due radicali di una molecola. Il complesso così formato è stabile ed i metallo-ioni diventano inattivi; per essere eliminato, tuttavia, il complesso organico/metallo-ione deve essere elaborato dal rene e/o dal fegato e solo allora può raggiungere l’esterno attraverso le urine e/o la bile.

Ne deriva che la chelazione richiede sempre un superlavoro da parte dell'organismo che deve quindi essere preparato a sostenerlo, per evitare peggioramenti.
Esistono molte sostanze naturali in grado di esplicare azione chelante, tuttavia alle normali concentrazioni in natura la loro azione non è sufficiente a rimuovere la quantità di metalli pesanti profondamente indovati nei tessuti organici, occorre quindi rivolgersi ai chelanti di sintesi. Si tratta di molecole potenti, note da tempo e utilizzate negli avvelenamenti acuti da metalli pesanti; il loro uso va riservato ai medici davvero esperti in quanto le loro caratteristiche farmacocinetiche e tossicologiche li rendono assai diversi tra loro: ogni chelante ha specifiche indicazioni e controindicazioni, modalità di somministrazione infusionale, effetti collaterali ed effetti avversi; essi possono quindi essere uno strumento potente ed efficace o, al contrario, inutile e dannoso.
Alcuni chelanti del calcio vengono utilizzati vantaggiosamente da decenni nelle patologie vascolari arteriosclerotiche ed infiammatorie, questi non devono essere utilizzati per i bambini e i ragazzi.
Tutti i chelanti depauperano l'organismo di minerali, tutti i chelanti, anche se correttamente prescritti ed usati, possono dare reazioni avverse su base idiosincrasia od allergica. La chelazione resta quindi un ATTO MEDICO e dal medico esperto va prescritta e gestita, con scienza e coscienza, anche quando il chelante sia prescritto in crema o in supposta o per bocca e quindi apparire ingannevolmente "innocuo".
L’uso di specifiche molecole chelanti nei bambini e ragazzi autistici e in altre malattie neurologiche e neurodegenerative del bambino e dell'adulto, è relativamente recente e ancora non fa parte del bagaglio culturale della Medicina Accademica.
Nella mia esperienza, la chelazione dei metalli pesanti, correttamente prescritta ed eseguita, nell’ambito di un programma complesso di cura, e trattamento insostituibile, che porta enormi vantaggi a tutti i bambini e ragazzi con patologia dello spettro autistico, consentendo, ad oggi, ad alcuni dei bambini da me seguiti, uno straordinario recupero.
Bambini e ragazzi non autistici ma con altre disabilità neurosensoriali riconducibili a tossicità da metalli pesanti e pazienti adulti con malattie neurologiche beneficiano anche essi dei trattamenti detossificanti e della chelazione dai metalli pesanti.

lunedì 23 agosto 2010

I metalli pesanti: un fattore aggravante o determinante in numerose malattie croniche

I metalli pesanti sono componenti naturali della crosta terrestre che non vengono degradati dall'attività biologica e fotochimica e quindi, se rilasciati nell'ambiente, non possono essere smaltiti e possono restarci per centinaia di anni. Certi fenomeni naturali come le eruzioni vulcaniche, gli incendi boschivi e le maree contribuiscono alla ciclizzazione naturale dei metalli, l'uomo però gioca un ruolo altrettanto importante e a volte maggiore di quello della natura. Alterando il ritmo di rilascio e di trasporto dei metalli pesanti nell'ambiente l'uomo è riuscito ad aumentarne di alcuni ordini di grandezza le emissioni. I metalli pesanti possono entrare nel nostro corpo attraverso l’acqua, l’aria ed il cibo;  tracce di alcuni di questi elementi fanno naturalmente parte di noi come: rame, selenio, zinco.
Essi sono essenziali per mantenere un corretto metabolismo, tuttavia, in concentrazioni maggiori, sono tossici. Considerando che nelle esalazioni dalla bocca delle persone che hanno quattro otturazioni dentarie con amalgama al mercurio vi è una percentuale di vapori di mercurio superiore al massimale consentito per gli operai dell’industria, se ne può dedurre che l’inquinamento dell’ambiente in cui viviamo fa sì che tutti siano più o meno intossicati da eccessivi accumuli di metalli pesanti.
Tra le varie sostanze inquinanti al giorno d’oggi diffuse in massa nell’ambiente, i metalli pesanti sono i composti più dannosi, si legano con le strutture cellulari in cui si depositano, ostacolando lo svolgimento di determinate funzioni vitali. I gruppi sulfidrici (SH), normalmente presenti negli enzimi che controllano la velocità delle reazioni metaboliche nel corpo umano, si legano facilmente ai metalli pesanti, il complesso metallo-zolfo risultante interessa tutto l'enzima che può in tal modo perdere la propria funzionalità di catalizzatore.
L'eliminazione di tali metalli avviene solo in minima parte, per salivazione, traspirazione e allattamento, portando a bioaccumulazione. I residui si accumulano negli esseri viventi ogni volta che sono assimilati ed immagazzinati più velocemente di quanto vengono scomposti (metabolizzati) o espulsi. I metalli si concentrano, in particolare, nelle ossa e in alcuni organi (cervello, fegato e reni), danneggiandoli, e sono spesso un fattore determinante o aggravante in numerose malattie croniche. I bambini sono i soggetti più a rischio.
 I metalli sono introdotti nei sistemi acquatici come conseguenza dell'erosione di terre e rocce e da diverse attività umane che spaziano dall'estrazione mineraria all'uso di tubature in piombo per l'acqua potabile.
Reazioni dell'organismo all'ecceso di metalli pesanti

I metalli possono, inoltre, essere diffusi nel terreno come ad esempio l'arsenico
contenuto nel legno CCA,  anche se ne è stata vietata la produzione 
nella maggior parte delle nazioni dopo la comparsa di studi che dimostravano il lento rilascio di arsenico nel terreno circostante da parte del legno CCA, il rischio più grave è la combustione di legno CCA, che concentra i composti di arsenico nelle ceneri: ci sono stati casi di avvelenamento da arsenico di animali e di esseri umani per ingestione di ceneri di legno CCA (la dose letale per un uomo è di 20 grammi di cenere, circa un cucchiaio). Il legno CCA recuperato da costruzioni demolite continua tuttavia ad essere bruciato, per ignoranza, in fuochi domestici o commerciali; lo smaltimento sicuro di legno CCA continua ad essere poco praticato e ci sono preoccupazioni in alcune zone massicciamente edificate con legno trattato all'arsenico per la futura demolizione delle costruzioni.
Le piante assorbono abbastanza facilmente l'arsenico, quindi alte concentrazioni possono essere presenti negli alimenti. Le concentrazioni di pericoloso arsenico inorganico che sono attualmente presenti nelle acque superficiali aumentano le probabilità di alterazione del materiale genetico dei pesci. Ciò avviene principalmente tramite accumulazione di arsenico nei corpi di organismi d'acqua dolce che si nutrono di piante. Gli uccelli mangiano i pesci che contengono già elevate quantità di arsenico e muoiono per avvelenamento.

Fonte: I metalli pesanti e la loro tossicità per gli organismi biologici