Se la vita ci è resa difficile da questa assurda malattia, noi non ci arrendiamo!
"Short-term profits can short-change our future...The cost of ignoring the chemical effects on human health is quietly but steadily growing ever higher, creating a dangerous risk to the very underpinnings of society" Cindy Duering
"Scopo e compito della scienza (episthmh) è lo scoprire qualcosa che non è stato ancora scoperto e il cui esser scoperto sia preferibile al restare ignoto". Ippocrate

sabato 12 febbraio 2011

CONTROLLARE LE ALTERAZIONI DELL'AMBIENTE PER EVITARE LE MALATTIE DA INQUINAMENTO


Ilva di Taranto, foto di Grazia Benedetti, primo premio del Concorso fotografico ACP 'Pasquale Causa', edizione 2008
Ilva di Taranto (dettaglio)
1° Premio del Concorso Fotografico  ACP Pasquale Causa del 2008
© Grazia Benedetti
Sono passati quasi sei mesi dall'approvazione del Decreto  Legge n. 155 del 13/8/2010 con cui il Governo ha
 posticipato al 31 dicembre 2012 il divieto di superamento del livello soglia per il benzo(a)pirene. Il Decreto svincola le aziende inquinanti dall'obbligo di abbattere le emissioni in eccesso del benzo(a)pirene che è un agente cangerogeno genotossico. Il che vuol dire che ancora per 2 anni i cittadini italiani saranno esposti al rischio di esposizione a livelli elevati di questo pericoloso inquinante. Questa situazione di rischio è più gravosa per i cittadini e i bambini di Taranto dove ha sede l'acciaieria più grande d'Europa (ILVA) che, secondo i calcoli dell'ARPA Puglia, rilascerebbe il 98% del benzo(a)pirene presente nel quartiere Tamburi a ridosso dell'impianto. 

PeaceLink ha lanciato una campagna nazionale, a cui ha aderito la comunità medico-scientifica che ha posto all'attenzione del Governo i costi umani dovuti all'esposizione al benzo(a)pirene. La campagna è sostenuta dalle tre importanti associazioni italiane di pediatria - Associazione Culturale Pediatri (ACP), Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri - che hanno firmato un Appello al Governo italiano perché venga modificato - con la massima urgenza - il provvedimento indifendibile. Hanno aderito anche la Società Italiana di Aerosol, l'ISDE Medici per l'Ambiente, la Società Chimica Italiana. 


Ieri Annamaria Moschetti*, referente per la Puglia e Basilicata dell'ACP, ha relazionato per conto di Peacelink davanti alla Commissione bicamerale infanzia per la richiesta di modificare il decreto legislativo 155/2010.



Dottoressa Moschetti cosa è emerso dall'incontro? Buone nuove per i bambini di Taranto, e non solo?

Purtroppo erano presenti solo sei tra deputati e senatori e, purtroppo, c'erano solo due rappresentanti della maggioranza di Governo che però hanno lasciato ben presto l'incontro. Questo certo non ha consentito un dibattito ampio con le diverse forze politiche, come l'importanza della questione avrebbe richiesto e come speravamo di poter fare. Noi crediamo che l'impegno per garantire il diritto alla vita e alla salute dei cittadini - e in particolare dei bambini - debba vedere tutte le forze politiche impegnate in un'azione serena di cooperazione e di collaborazione costruttiva. I pediatri chiedono con forza di poter di cooperare con il mondo della politica. Chiedono di poter mettere a disposizione la loro competenza e la loro esperienza. Il mondo della politica deve saper accogliere questa proposta con sempre maggiore attenzione e sensibilità. 


Ai presenti è stata presentata l'emergenza sanitaria determinata da una elevata e incontrollata immissione in ambiente e sulle popolazioni di questo pericoloso inquinante, rappresentando in particolare la situazione delle popolazioni che vivono nei pressi delle acciaierie come succede a Taranto e a Trieste. All'audizione erano infatti presenti rappresentanti di associazioni ambientaliste delle due città.


Quali i rischi delle proroghe dei valore di soglia di alcune sostanze inquinanti quali il bezo(a)pirene?


Il benzo(a)pirene è sostanza cancerogena; è un genotossico e un neurotossico. L'immissione in ambiente deve essere limitata quanto più possibile per evitare gli inevitabili e irreparabili danni che potrebbero conseguire ad una contaminazione ambientale. Le leggi devono puntare a questo obiettivo in maniera prioritaria.


Il pediatra come può contribuire al miglioramento dell’ambiente di vita dei cittadini, in particolare dei minori ai quali andrebbe garantita una protezione “rinforzata”?


I pediatri dovrebbero acquisire una conoscenza accurata della qualità dell'ambiente nel quale operano, sviluppare una maggiore competenza rispetto alle patologie ambiente correlate, contribuire a creare una sensibilità alla tutela dell'ambiente attraverso un lavoro costante di informazione e di educazione delle famiglie, e creare attivamente un piano di collaborazione con il mondo della politica.


In un editoriale su Medico e Bambino, la Moschetti ha raccontato che “lo sguardo del pediatra deve sollevarsi dal microscopio con cui esplora le cause più prossime delle malattie, per guardare l’orizzonte dei ‘determinanti distali della salute’. Lo sguardo, così, assume una prospettiva politica. Perché solo controllando le alterazioni dell’ambiente si possono evitare le malattie da inquinamento, che spesso piovono di più sul bagnato delle fasce sociali a rischio, chiudendo il cerchio perverso che vede fasce di popolazione peggiorare progressivamente la loro condizione sociale ed economica.”
*Annamaria Moschetti, pediatra di famiglia, referente per Puglia e Basilicata dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP).

Pubblicato il 2 febbraio Il pensiero

venerdì 11 febbraio 2011

Il TIGEM di Napoli ha fatto di nuovo centro!

Rete segnata dai ricercatori dell’Istituto Telethon di genetica e medicina di Napoli nei confronti della retinite pigmentosa, la più comune forma di cecità ereditaria: la partita è solo all’inizio, ma come descritto sulle pagine della rivista scientifica EMBO Molecular Medicine, i ricercatori napoletani guidati da Enrico Maria Surace hanno compiuto il primo passo necessario per arrivare alla correzione del difetto genetico responsabile di questa grave malattia della vista. La retinite pigmentosa colpisce circa una persona su 3000 ed è una malattia molto eterogenea, sia per come si manifesta, sia per come si trasmette da una generazione all’altra.
In particolare, il gruppo di Surace si è concentrato su quelle forme in cui basta ricevere il gene difettoso da uno dei genitori (malato a sua volta) per sviluppare la malattia. “Le malattie di questo tipo, dette a trasmissione autosomica dominante, sono molto difficili da curare con la terapia genica - spiega Surace - perché il difetto genetico determina non l’assenza di una proteina, ma la presenza di una proteina anomala e quindi tossica per l’organismo. Non serve a nulla quindi fornire al paziente una copia del gene sano: bisogna invece cercare di ‘spegnere’ quello difettoso e questo è molto più difficile”. 
Da circa 10 anni scienziati di tutto il mondo stanno provando a ‘mettere a tacere’ geni difettosi come questi, grazie anche all’aiuto del computer. Per farlo disegnano delle proteine artificiali, ispirate ad altre presenti in natura, capaci di ‘abbracciare’ in modo specifico i geni alterati e di impedirne l’azione. Nel caso della retinite pigmentosa le cose sono ancora più complicate: come spiega il ricercatore del Tigem, ‘le forme dominanti della malattia sono circa il 35% e riguardano frequentemente il gene della rodopsina, che può presentare almeno 150 diversi errori nella sua sequenza che si traducono poi in un difetto della vista. È impensabile costruire altrettanti ‘interruttori proteici’ ad hoc, sarebbe troppo oneroso: abbiamo quindi provato a pensare a un’altra strategia”. L’idea dei ricercatori del Tigem è stata quella di costruire un interruttore universale per il gene della rodopsina, capace di spegnere sia quello sano sia quello alterato, indipendentemente dal tipo di errore genetico. 
Commenta Surace: “grazie a questa tecnologia basata su proteine “artificiali” che legano il Dna, siamo riusciti per la prima volta a rendere inattivo il gene alterato della rodopsina nelle cellule della retina nel modello animale: il passaggio successivo sarà fornire, insieme all’interruttore per lo spegnimento di rodopsina, anche la versione sana del gene”. Forti anche degli importanti risultati ottenuti nella terapia genica di un’altra malattia ereditaria della vista, l’amaurosi congenita di Leber, i ricercatori del Tigem contano di proseguire su questa strada e di aprire quindi le porte della terapia genica anche alle malattie a ereditarietà dominante, che storicamente hanno sempre scoraggiato gli scienziati per la loro difficoltà intrinseca a essere trattate. 
“Potenzialmente questo approccio potrebbe applicarsi a numerose altre malattie dominanti che colpiscono non solo l’occhio, ma altri organi: penso quindi che questo risultato incoraggi a investire nella terapia genica di questa categoria di malattie genetiche rare, ancora troppo trascurate”, conclude Surace. 

domenica 6 febbraio 2011

Fresco profumo di primavera?

Il tuo ammorbidente potrebbe nascondere una sorpresa tossica proprio nel fresco profumo primaverile...
 Ieri mi è capitato di ascoltare una pubblicità di un famoso ammorbidente che vanta la capacità di conservare il suo "fresco profumo" per una settimana.
  È strano che il produttore di questo ammorbidente pubblicizzi abbondanti e persistenti profumi come se fossero salutari.
In realtà, molti ingredienti contenuti negli ammorbidenti espongono il nostro organismo a sostanze chimiche nocive.
I potenti e persistenti profumi  di sintesi sono lì per coprire il cattivo odore degli addolcitori chimici.

A causa della legge sul "segreto commerciale", le aziende non devono rivelare tutti gli ingredienti contenuti nei loro prodotti in etichetta e neanche le schede dei dati sulla sicurezza dei materiali sono disponibili online o su richiesta, ma studi indipendenti  riportano che nella maggior parte degli ammorbidenti si trovano sostanze chimiche altamente tossiche che vengono trasferite a vestiti, lenzuola e asciugamani.

L'ultimo posto in cui ci aspetteremmo che andassero a finire dei prodotti chimici  sarebbe il nostro bucato perché passiamo tutto il giorno con indosso i vestiti e tutta la notte sotto le tue lenzuola. Sostanze chimiche che impregnano il bucato e possono passare direttamente nel sangue attraverso la pelle, e dato che sia i vestiti che le lenzuola sono letteralmente sotto il nostro naso 24ore su 24 (a meno che, ovviamente, non siamo nudisti), ogni respiro ci espone a tutto ciò che hanno raccolto nel ciclo di lavaggio.
L'esposizione prolungata può causare mal di testa, nausea, irritabilità, vomito e altri sintomi; ma, anche se non si hanno sintomi immediati o percepibili, l'esposizione a lungo termine di alcuni prodotti chimici particolarmente forti può portare a gravi problemi di salute, compresi tumori e danni al fegato.

mercoledì 2 febbraio 2011

VITTIME DEL PROGRESSO

Per l'MCS le stesse incongruità sociali della patologia amianto-correlata: lo si rileva nel libro "Patologie Ambientali e Lavorative - MCS Amianto & Giustizia" di Ezio  BONANNI  e Giancarlo UGAZIO
"Fin dall’antichità l’essere umano si è progressivamente adattato a vivere fronteggiando poche centinaia di molecole o elementi chimici nocivi di origine naturale e a livelli esigui di agenti fisici presenti in natura. Dalla rivoluzione industriale in poi l’uomo si è trovato di fronte a centinaia di migliaia di nuove molecole cha ha iniziato a produrre a concentrazioni esagerate. Molecole che usa in grande quantità e poi disperde nell’ambiente a livelli di agenti fisici impiegati al fine di migliorare il comfort della propria vita, aumentare la produttività e accrescere la redditività industriale e quella agricolo-zootecnica. Si adatta ancora, ma vive peggio, soffre e vive meno delle attese possibili.

Fonte foto: grippa
Molti dei veleni messi in campo dal progresso sono o diventano agenti cancerogeni. L’amianto poi è emblematico sia sotto il profilo biomedico, sia per le implicazioni socio-sanitarie. Una miriade di altri agenti nocivi chimici e fisici legati al progresso sono capaci di sensibilizzare circa il 10% della popolazione generale che è predisposta geneticamente a perdere la tolleranza agli agenti nocivi presenti nell’ambiente. Ne deriva la cosiddetta MCS (acronimo inglese che significa Sensibilità Chimica Multipla). Anche per questa sindrome si ripetono le stesse incongruità sociali incontrate per la patologia amianto-correlata.
Da questi importanti e attualissimi problemi gli Autori hanno trovato le motivazioni per scrivere, con appassionato impegno, il presente volume che coniuga storia ed economia a puntuali riferimenti medico-scientifici. Il testo, corredato da una ricca e particolareggiata documentazione scientifica e legislativa nazionale e internazionale, si propone come importante contributo di studio, analisi e proposte per la tutela procedimentale e giurisdizionale dell’ambiente dal quale ne deriva inevitabilmente un virtuoso intreccio per la tutela della salute del genere umano."

lunedì 31 gennaio 2011

La Norvegia capofila nella lotta alle sostanze pericolose


Il Ministero Norvegese dell'Ambiente propone all'Authority per la Vigilanza EFTA di vietare quattro sostanze pericolose contenute in prodotti di uso comune. Le sostanze si trovano in pastelli, giocattoli, pitture, moquette, prodotti di plastica e tessuti. 

Il divieto riguarda il piombo, le cloroparaffine a catena media (MCCP), il pentaclorofenolo (PCF) e l'acido perfluoroctanoico (PFOA), che sono, tra le sostanze conosciuite, le più pericolose. 

I prodotti di largo consumo sono una fonte importante di emissioni di sostanze pericolose per l'ambiente e di esposizione per l'uomo. Le sostanze pericolose si accumulano in natura e sono una minaccia per l'ambiente e la salute umana. 
  
- È importante ridurre la diffusione di sostanze pericolose. Le sostanze pericolose sono presenti nei prodotti che ci circondano e che usiamo ogni giorno, ma, per il consumatore, potrebbe essere difficile venirne a conoscenza.  È importante eliminare gradualmente le sostanze pericolose nei prodotti di largo consumo al fine di garantire al consumatore prodotti sicuri e ridurre la dispersione nell'ambiente di sostanze pericolose. I quattro divieti proposti sono un importante contributo agli effetti negativi sulla salute e sull'ambiente che i prodotti di largo consumo possono causare, afferma il ministro dell'Ambiente e per lo sviluppo internazionale Erik Solheim. 

La Norvegia, quale capofila 
La proposta di vietare le quattro sostanze nei prodotti di largo consumo sono più restrittive della normativa in vigore nell'UE. 

 - La Norvegia diventerà l'ente nazionale trainante per normative ambientali internazionali più severe. I divieti proposti sono un segnale importante che la Norvegia prende seriamente la lotta alle sostanze pericolose nei prodotti di largo consumo. Spero che l'intera operazione, che parte da tali divieti, possa portare in questo campo a normative comuni internazionali, auspica Solheim 

L' Authority per la Vigilanza ora lancerà le proposte con una consultazione pubblica nel territorio dell'EEA (European Economic Area). Il ministero dell'Ambiente chiederà contemporaneamente all'Agenzia per il Clima e l'Ambiente di far partire la proposta del divieto in una consultazione pubblica nelle singole nazioni. 

domenica 23 gennaio 2011

Iniziativa dell'Ateneo di Canberra a favore dell'ambiente

Le acque minerali fuori dall'Università. Questa è la decisione che è stata presa nell'Ateneo di Canberra, la capitale federale australiana. Nei caffè e nei negozi del campus l'acqua in bottiglia sarà sostituita da distributori automatici che riempiono contenitori, acquistabili separatamente, di acqua refrigerata liscia o gassata, a prezzi inferiori di quella in bottiglia. L'idea progettuale e l'organizzazione è del gruppo ambientalista Do Something! su input degli studenti.

«La messa al bando delle acque minerali servirà ad aiutare l'ambiente e a far risparmiare soldi agli studenti- ha dichiarato Jon Dee portavoce degli organizzatori- Secondo statistiche governative per produrre le bottiglie d'acqua vendute in Australia vengono usati ogni anno più di 105 milioni di litri di petrolio, che si traducono in 126 mila tonnellate di gas serra. E più di metà delle bottiglie finisce nelle discariche».

Ora gli ambientalisti sperano che l'iniziativa si possa diffondere anche ad altri atenei. Del resto il substrato culturale del continente è idoneo per ospitare queste buone pratiche: infatti nel 2009 la piccola cittadina di Bundanoon (2500 abitanti), in Nuovo Galles del sud, è diventata la prima al mondo a proibire la vendita di acqua minerale in bottiglia di plastica e bere solo acqua del rubinetto. La decisione è stata presa all'unanimità in consiglio comunale ed ha comportato anche modifiche al sistema di distribuzione cittadino e rinunce a qualche guadagno da parte dei commercianti che hanno comunque accettato di aderire all'iniziativa per i positivi risvolti di carattere ambientale ed etico.
Fonte: greenreport

martedì 18 gennaio 2011

Il vento sta cambiando per la medicina integrata...

È quanto afferma l'avvocato Jacques Simon che ha rappresentato Bill J. Rea, MD, in una splendida vittoria legale contro il Texas Medical Board (TMB). 
IL Dr. Rea è un ricercatore e clinico leader nel campo della medicina ambientale e della sensibilità chimica. Negli ultimi trent'anni, ha trattato malattie causate da intossicazioni alimentari e da fattori ambientali inclusi inquinamento di aria e acqua. Nel 2005, il Texas Medical Board aveva presentato una serie di accuse contro il dottor Rea, le sue analisi, diagnosi e trattamenti, insomma contro tutto ciò che il dr Rea fa. Ha persino sostenuto che il dottor Rea iniettasse ai suoi pazienti  gasolio e prodotti chimici nocivi, un'accusa palesemente falsa.
Dopo tre lunghi anni in tribunale, Simon è stato in grado di dimostrare che le accuse erano infondate. Invece di revocare la licenza, il consiglio ha semplicemente disposto che il dottor Rea approntasse un modulo di consenso informato da sottoporre ai pazienti in cui si afferma che la sua terapia "non è approvata dalla FDA."
fonte: CSN
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mercoledì 12 gennaio 2011

Stress, povertà e sostanze tossiche sono un circolo vizioso?

Martedì l'EPA ha dichiarato di aver stanziato 7 milioni di dollari per la ricerca dell'impatto combinato delle sostanze inquinanti come il mercurio ed il piombo con i fattori sociali come lo stress e la cattiva alimentazione sulle numerose comunità a basso reddito.
L'E.P.A. studia, in genere, solo gli effetti sulla salute delle singole sostanze chimiche. Ma un numero crescente di ricerche indica che l'esposizione combinata a diverse sostanze inquinanti, associata a fattori non-chimici come lo stress, la povertà e la cattiva alimentazione, può amplificare gli effetti negativi di una singola sostanza tossica.

"Questa ricerca potrebbe aprire la strada ad un'ulteriore ricerca interdisciplinare che risponda alle preoccupazioni della comunità e alla giustizia ambientale", ha detto il dottor Anastas. 

L'anno scorso, l'E.P.A. ha presentato un piano per integrare le questioni di giustizia ambientale con la regolamentazione dell'agenzia stessa ed il processo delle autorizzazioni, e, nel mese di dicembre, ha ospitato, per la prima volta alla Casa Bianca, il Forum sulla Giustizia Ambientale, invitando decine di leader delle comunità di base. 
Fonte: Green.blogs

sabato 1 gennaio 2011

Era ora!!! ANCHE IN ITALIA: STOP AI SACCHETTI DI PLASTICA

Da oggi addio ai sacchetti di plastica. A sancire che anche l'Italia dovrà cambiare rotta sul tipo di buste in cui portare la spesa è il divieto di commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili, un divieto confermato dall'assenza nel Milleproroghe di un ulteriore slittamento del provvedimento. Lo stop agli shopper di plastica era infatti previsto nella Finanziaria 2007 e avrebbe dovuto scattare già a gennaio 2010 ma una proroga lo ha fatto rimbalzare di un anno, a gennaio prossimo insomma. E questa volta sembra proprio senza alcun ripensamento. 

I Ministeri dell'ambiente e dello Sviluppo Economico precisano che «resta consentito lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010» La cessione dei sacchetti non conformi residui, però, deve essere «operata in favore dei consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito».

Si tratta, dunque, di «uno smaltimento graduale»: dal primo gennaio 2011 pertanto si potranno ancora ricevere negli esercizi commerciali buste di plastica gratis fino all'esaurimento di quelle acquistate dal negoziante entro il 2010. Cosa che dovrebbe accadere - in base ad alcune previsioni - entro due-tre settimane. La questione legata allo stop alle buste di plastica si interseca anche con i rifiuti, diventando - seguendo la concezione del "graduale smaltimento" - un incentivo alla raccolta differenziata. Da subito - sempre secondo fonti informate - «non sarà possibile usarle per la spazzatura organica. Mentre sarà ancora consentito poterci mettere l'inorganica».
fonte: LA STAMPA
immagine tratta da: Ecogreentips


Il fumo passivo colpisce ancora

I ricercatori dell'Istituto di Medicina Ambientale del Karolinska Institute di Stoccolma insieme ai ricercatori dell’Organizzazione mondiale della Sanità hanno eseguito una stima dell'esposizione mondiale al fumo passivo e dell'impatto della malattia che ne consegue in bambini e adulti nel 2004. Lo studio, che ha preso in esame i dati di 192 paesi, appena pubblicato sulla rivista The Lancet, dimostra che l'impatto maggiore ha riguardato le infezioni del basso tratto respiratorio in bambini di età inferiore a 5 anni (5 milioni e 939.000), la malattia ischemica cardiaca negli adulti (2 milioni e 836000) e infine l'asma in adulti (1 milione e 246000) e bambini (651000). L’esposizione al fumo passivo è poi stata stimata essere causa di morte di oltre 600.000 persone, 379.000 persone per malattia ischemica cardiaca, 165.000 per infezioni del basso tratto respiratorio, 36.900 per asma e 21.400 per cancro al polmone.