Se la vita ci è resa difficile da questa assurda malattia, noi non ci arrendiamo!
"Short-term profits can short-change our future...The cost of ignoring the chemical effects on human health is quietly but steadily growing ever higher, creating a dangerous risk to the very underpinnings of society" Cindy Duering
"Scopo e compito della scienza (episthmh)è lo scoprire qualcosa che non è stato ancora scoperto e il cui esser scoperto sia preferibile al restare ignoto". Ippocrate
Marianne Aagaard è una malata di MCS che, dopo 3 anni e mezzo di lotte e freddi inverni trascorsi in una roulotte, ha avuto finalmente l'opportunità di realizzare il progetto di una piccola casa costruita con materiali che può tollerare.
Il comune di Horsens, in Danimarca, ha finanziato un terzo della costruzione dell'alloggio.
Guarda in TV la casa costruita in materiali speciali:
Sempre più danesi soffrono di allergie o intolleranze. Alcune persone possono essere costrette a lasciare la propria abitazione perchè allergiche a sostanze o materiali in essa contenuti. Ma ora, per Marianne, dopo tre anni e mezzo in una fredda roulotte, ecco una casetta, progettata e costruita specificamente per i suoi bisogni.
Prende spunto dalle tattiche usate in passato dalle industrie del tabacco e organizza un vero e proprio attacco mediatico
Bill Carteaux ha percorso il palco con l'atteggiamento di un generale in procinto di inviare le sue truppe in battaglia.
Lui è in guerra contro la messa al bando del bisfenolo A, un ingrediente chiave nei prodotti di plastica trasparente. Gli studi hanno collegato il BPA al cancro della mammella, al cancro del testicolo, alle malformazioni congenite e ai problemi neurologici.
Carteaux, presidente della Società dell'industria della plastica, rappresenta i costruttori di migliaia di prodotti a base di BPA. La vendita di questa sostanza chimica ha fatturato 6 miliardi di dollari l'anno.
Per decenni, l'industria chimica è stata in grado di controllare il dibattito sul fatto che il BPA sia nocivo per la salute umana. La Food and Drug Administration, che, facendo affidamento sugli studi di settore finanziati dall'industria stessa, aveva dichiarato la sostanza chimica sicura, adesso sta riconsiderando la sua determinazione. La decisione è attesa per il 30 novembre.
"Siamo attaccati su tutti i fronti", Carteaux ha detto in occasione della riunione annuale del gruppo nel mese di giugno.
E, con urgente bisogno, l'industria sta passando al contrattacco.
Così ha lanciato un inedito attacco mediatico con le stesse tattiche - e persone - che ha utilizzato l'industria del tabacco nella sua lotta decennale contro la regolamentazione. Questa volta, l'arsenale del settore include la tecnologia d'avanguardia. I loro cavalli di Troia: blog, Facebook, Twitter, Wikipedia e YouTube.
La chelazione dei metalli è la captazione di un metallo-ione attraverso due radicali di una molecola. Il complesso così formato è stabile ed i metallo-ioni diventano inattivi; per essere eliminato, tuttavia, il complesso organico/metallo-ione deve essere elaborato dal rene e/o dal fegato e solo allora può raggiungere l’esterno attraverso le urine e/o la bile.
Ne deriva che la chelazione richiede sempre un superlavoro da parte dell'organismo che deve quindi essere preparato a sostenerlo, per evitare peggioramenti.
Esistono molte sostanze naturali in grado di esplicare azione chelante, tuttavia alle normali concentrazioni in natura la loro azione non è sufficiente a rimuovere la quantità di metalli pesanti profondamente indovati nei tessuti organici, occorre quindi rivolgersi ai chelanti di sintesi. Si tratta di molecole potenti, note da tempo e utilizzate negli avvelenamenti acuti da metalli pesanti; il loro uso va riservato ai medici davvero esperti in quanto le loro caratteristiche farmacocinetiche e tossicologiche li rendono assai diversi tra loro: ogni chelante ha specifiche indicazioni e controindicazioni, modalità di somministrazione infusionale, effetti collaterali ed effetti avversi; essi possono quindi essere uno strumento potente ed efficace o, al contrario, inutile e dannoso.
Alcuni chelanti del calcio vengono utilizzati vantaggiosamente da decenni nelle patologie vascolari arteriosclerotiche ed infiammatorie, questi non devono essere utilizzati per i bambini e i ragazzi.
Tutti i chelanti depauperano l'organismo di minerali, tutti i chelanti, anche se correttamente prescritti ed usati, possono dare reazioni avverse su base idiosincrasia od allergica. La chelazione resta quindi un ATTO MEDICO e dal medico esperto va prescritta e gestita, con scienza e coscienza, anche quando il chelante sia prescritto in crema o in supposta o per bocca e quindi apparire ingannevolmente "innocuo".
L’uso di specifiche molecole chelanti nei bambini e ragazzi autistici e in altre malattie neurologiche e neurodegenerative del bambino e dell'adulto, è relativamente recente e ancora non fa parte del bagaglio culturale della Medicina Accademica.
Nella mia esperienza, la chelazione dei metalli pesanti, correttamente prescritta ed eseguita, nell’ambito di un programma complesso di cura, e trattamento insostituibile, che porta enormi vantaggi a tutti i bambini e ragazzi con patologia dello spettro autistico, consentendo, ad oggi, ad alcuni dei bambini da me seguiti, uno straordinario recupero.
Bambini e ragazzi non autistici ma con altre disabilità neurosensoriali riconducibili a tossicità da metalli pesanti e pazienti adulti con malattie neurologiche beneficiano anche essi dei trattamenti detossificanti e della chelazione dai metalli pesanti.
DESAPARECIDA - 2° Episodio della trasmissione radiofonica che fa conoscere l'autobiografia di Eva Caballé con tutte le sue traversie dovute alla non conoscenza dell'MCS da parte della classe medica.
Da sola, dopo vari episodi di emergenza e di ospedalizzazione, si rende conto di quali sono le sostanze e gli ambienti da evitare.
È un déjà vu per tutti i malati di MCS. Ma non è un'impressione!
È noto che alcuni farmaci sono tossici per le strutture neurosensoriali deputate alla funzione uditiva e all’equilibrio (organo del Corti, labirinto posteriore o vestibolo e nervo acustico).
Si tratta di sostanze la cui assunzione pregressa è spesso dimenticata o ignorata dal paziente stesso, sovente non in grado di collaborare alla raccolta di una esauriente anamnesi audiologica.
Talvolta il trattamento antibiotico o chemioterapico risale all’infanzia o è concentrato in tempi brevi: ciò rende difficoltosa la raccolta delle informazioni da parte del medico, il quale dovrà tener conto anche delle patologie pregresse, potenziali indici di esposizioni sospette. Il caso più tipico è quello dell’associazione tbc-streptomicina o patologie infiammatorie acute-antibiotici (cefalosporine, aminoglicosidi, chinolonici ecc.) o ipertensione-diuretici (ac. etacrinico).
Antibiotici
Attraversando la barriera emato-labirintica penetrano nei liquidi cocleari producendo danni soprattutto alle cellule ciliate esterne (CCE) dei giri inferiori della coclea: ciò si traduce in un danno iniziale alle alte frequenze che solo successivamente si estende alle frequenze inferiori. L’eliminazione dell’antibiotico dall’orecchio interno è in genere più lenta che non dal sangue, con la conseguenza di un recupero più lento della funzione uditiva. Studi su cavia hanno evidenziato la possibilità di sinergia tra esposizione a rumore e assunzione di antibiotici. Esistono notevoli differenze tra le varie famiglie di antibiotici (reversibilità o meno del danno; interessamento dell’organo vestibolare; presenza di acufeni; modalità di assorbimento). Anche l’uso topico di alcuni antibiotici (es. neomicina) va considerato con attenzione.
Diuretici
Furosemide, ac, etacrinico e bumetanide possono causare perdite anche rilevanti dell’udito, mentre non interessano gli organi vestibolari; la diminuzione dell’udito si instaura pochi minuti dopo l’assunzione del diuretico e generalmente regredisce una volta che il diuretico viene eliminato dall’organismo. Ciò suggerisce che un turbamento rapido degli equilibri ionici sangue/orecchio interno sia all’origine di tale disturbo. Vi è possibilità di effetti combinati (sinergici) di diuretici ed antibiotici; va inoltre tenuta sempre in considerazione l’eventualità che un danno funzionale renale possa trasformare in sovradosaggi anche dosi (di antibiotici o di chemioterapici) ritenute normali. E stato descritto un potenziamento degli effetti ototossici di alcuni metalli pesanti (cadmio) a seguito della contemporanea assunzione di furosemide.
Salicilati
L’assunzione di aspirina si associa spesso ad acufeni e più raramente a diminuzione dell’udito. L’esposizione al rumore cronico da parte di assuntori abituali di salicilati dovrebbe essere valutata con attenzione.
FANS
Molti FANS (ubuprofene, ketoprofene, diclofenac ecc.) possono causare quali effetti collaterali vertigini ed acufeni.
Chinino
L’assunzione di chinino ad alte dosi può causare ipoacusie anche irreversibili.
Farmaci anti-tumorali
Cisplatino e carboplatino possono modificare la composizione dei liquidi cocleari e danneggiare le CC. Su animale trattato è stato dimostrato il potenziamento degli effetti del rumore: ciò implica la necessità di una più attenta sorveglianza, anche in caso di esposizione a rumori non eccessivi, dei lavoratori/pazienti trattati esposti al rumore.
La miscela di clorexidina gluconato 0,5% e alcool etilico a 70° (comunemente usata per l’antisepsi della cute integra) non può essere utilizzata all’interno dell’orecchio a causa dei suoi effetti ototossici e irritativi.
Meno note anche ai medici e sovente trascurate sono le esposizioni a tossici industriali in grado di provocare danni all’’udito.
I principali imputati sono alcuni solventi aromatici (toluene, stirene, etilbenzene, xylene), il monossido di carbonio e l’ac. cianidrico. Disolfuro di carbonio, toluene e tricloroetilene sono neurotossici provati e possono causare ipoacusia di tipo neurosensoriale.
Il toluene (utilizzato nella composizione di pitture, vernici, inchiostri, sgrassanti), lo stirene (resine) lo xylene e l’etilbenzene, solventi di uso diffuso nell’industria, possono dar luogo ad ipoacusie difficilmente distinguibili dai tipici quadri di ipoacusia da rumore consistenti in danno di tipo neurosensoriale bilaterale con inizio intorno ai 4000 hz, interessamento primario delle cellule ciliate esterne (CCE), successivo coinvolgimento anche delle CCI ed evoluzione “ad concham” (o “a cucchiaio”).
I modelli sperimentali su animale hanno confermato l’ototossicità dei solventi aromatici, suggerendo la possibilità che il dosaggio biologico del tossico possa essere utilizzato a scopo predittivo; per la componente di danno legata alla esposizione al rumore, invece, al momento non è possibile, come noto, affidarsi a misure di prevenzione diverse dalla diagnosi precoce (cioè dalla individuazione di un danno già avvenuto ed evidenziabile).
Buona parte delle esposizioni a solventi aromatici avvengono in ambienti rumorosi e vi sono dati (sperimentali ed epidemiologici) che sembrano documentare un effetto sinergico tra sostanze ototossiche di uso industriale e rumore.
In uno studio dei Prof. A. Volpin, B. Saia del Dipartimento Medicina Ambientale e Sanità Pubblica - Università degli Studi di Padova:
"Molteplici sono gli scenari ambientali e occupazionali in cui si verifica una co-esposizione a rumore e solventi, quindi fra agenti neurotossici e un gente ototossico. Vengono analizzati gli studi epidemiologici e sperimentali con esposizione simultanea a rumore e a solventi come toluene, stirene e solfuro di carbonio che indagano eventuali effetti ototossici tramite audiometria, auditory brainstem response, potenziali evocati, reflex decay test.
I dati attualmente disponibili indicano che ad alti livelli espositivi, che di per se stessi sono responsabili di danno tessutale, l’interazione tra rumore e solventi può aver luogo."
ScienceDaily (4 Ott 2010) - Uno studio realizzato da ricercatori spagnoli ha dimostrato che la presenza di contaminanti chimici può interagire con il rumore e modificare, nel bene e nel male, il modo in cui si manifesta la "sordità" correlata al lavoro sempre più comune tra i giovani. La perdita dell'udito causata da rumore è la più comune malattia professionale in Europa.
"I lavoratori esposti a rumore in presenza di lavorazione di metalli liquidi presentano un ritardo nell'alterazione dell'udito rispetto a quelli esposti solo a rumore di uguale intensità. Tuttavia, le persone esposte a rumore in presenza di fumi di saldatura mostrano un aumento dell'alterazione dell'udito", spiega Juan Carlos Conte, autore principale dello studio e ricercatore presso l'Università di Saragozza.
Nello studio pubblicato negli "Anales del Sistema Sanitario de Navarra", il team ha analizzato il modo in cui vari contaminanti fisici e chimici interagiscono, e l'impatto che questo ha sull'alterazione dell'udito in 558 operai metalmeccanici.
"Un problema che abbiamo rilevato rispetto ai fumi di saldatura in presenza di rumore era che la protezione usata è efficace per ridurre l'intensità del rumore, ma non per ridurre gli effetti del contaminante chimico", spiega Conte.
Le maschere a base di cellulosa o di altri composti simili sono poco efficaci in questo caso, poiché la loro capacità di filtrare il particolato (come il carbone) non ha effetto sulle molecole dei gas tossici (come il monossido di carbonio).
Tuttavia, in ambienti rumorosi dove si lavorano i metalli, le persone hanno il vantaggio di poter utilizzare le maschere di protezione respiratoria, anche se deve essere utilizzata pure la protezione dell'udito per garantire che una persona sia ampiamente protetta dal rumore.
I ricercatori indicano altri fattori nella perdita dell'udito correlata al lavoro. Ad esempio, il tabacco contribuisce all'insorgenza del trauma acustico, mentre anche l'esposizione al rumore al di fuori dell'ambiente di lavoro influisce sull'incremento della perdita dell'udito.
Troppo rumore nei luoghi di lavoro
L'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU-OSHA, 2006) riconosce che la perdita dell'udito dovuta al rumore è la più comune malattia professionale in Europa, e suggerisce di porre maggiore attenzione sui fattori di rischio combinati nei lavoratori esposti ad elevati livelli di rumore e composti chimici.
Studi recenti condotti negli Stati Uniti (Agrawall et al. 2009) e in Nuova Zelanda (Thorne et al. 2008) mostrano che la perdita di udito da rumore è una delle malattie professionali più diffuse in tali paesi. Essi hanno concluso che i metodi classici utilizzati per controllare questo problema non hanno avuto i risultati sperati, e hanno rilevato
una prevalenza sempre crescente, in particolare nei giovani.
"Un'alimentazione a base di frutta, verdura e pesce. Le virtù dello zafferano. E poi lenti giuste per schermare il sole. E gli accorgimenti per il computer. Dalla scienza nuove strategie per proteggere la vista"
Lo zafferano proteggerebbe l'occhio dai danni di un'eccessiva esposizione ai raggi del sole e rallenterebbe l'evoluzione di malattie genetiche che portano alla cecità. I mirtilli ritarderebbero l'evoluzione delle maculopatie.
Anche la dieta nel suo complesso ha un ruolo fondamentale nella protezione dell'occhio dalla degenerazione maculare: è stato dimostrato in due studi specifici.
"Nel primo è stato dimostrato che una sola porzione di pesce alla settimana è associata a un calo nell'incidenza della malattia del 31 per cento, e che se le porzioni settimanali sono due la diminuzione è del 35 per cento; nel secondo è invece emerso che una dieta ricca di acidi grassi nocivi è collegata a un aumento di casi di degenerazione del 76 per cento, mentre qualora essa preveda meno grassi idrogenati si ha un calo dell'incidenza della malattia del 15 per cento."
Da questa settimana in onda in Spagna "Desaparecida. Una vida rota por la Sensibilidad Química Múltiple", una serie radiofonica tratta dal libro di Eva Caballé. Il libro, che consta di 9 capitoli più l'epilogo scritto da David Palma, nella versione radiofonica, è stato suddiviso in 21 episodi; il primo di questi fa parte del capitolo "Disadattata dalla natura" ed è introdotto da un'intervista al marito di Eva.
Così Eva si racconta...
"Da quanto ricordo, la mia vita è sempre stata legata ad analisi, visite mediche e, naturalmente, diagnosi sbagliate. Fin da bambina mi sono beccata tutte le malattie possibili: influenza, raffreddore, tonsillite, sinusite, bronchite, varicella, i funghi in piscina, infezioni, sanguinamento del naso ricorrenti ... Ho sentito dirmi centinaia di volte: "Sei molto fragile", come se avessi avuto la facoltà di scegliere di ammalarmi. Quando avevo cinque anni ho avuto i piedi piatti, poi sono iniziate le allergie (la prima volta a causa del makeup per uno spettacolo teatrale a scuola), dopo che la scoliosi ed i medici mi avevano vietato di danzare e mi avevano costretto a portare un corsetto ortopedico per cinque anni.
Il mio corpo è eccessivamente reattivo ovviamente come il mio carattere. Sono sempre stata molto sincera, diretta e radicale. Tutti, credendo che questi fossero difetti, mi ripetevano che con l'età mi sarei calmata. Non si può essere diversi, la massa ti fagocita. Non lasciare la via sterrata o sarai giudicato.
Per molti anni ho avuto il timore di mostrare la mia intelligenza, ma ora non mi importa più. Non ho mai fallito e non ho mai fatto alcuno sforzo. Anche per l'esame di ammissione all'università ho studiato solo la notte prima. E studiare è stato così facile per me che ho deciso di imparare anche il giapponese come fosse stata una sfida. Ma il mio corpo non è il mio cervello. Da quanto ricordo, il mio corpo mi è stato solo d'impedimento e mi ha coinvolto in situazioni terribili."
Ascolta l'intervista a David Palma e 1° Episodio di DESAPARECIDA
In questo mondo decadente, dove il peccato più grave è la mancanza di destrezza, la mancanza di carattere, la gente lamentosa che conduce un'esistenza grigia e vuota viene travolta dai benpensanti. È difficile vivere in questo gregge se non sei come loro, se hai le idee chiare, se non hai paura di dire quello che pensi e se non t'importa assolutamente niente di quello che pensano gli altri. Non sei coinvolto, sei diverso, sei radicale. Ma un malato non può esser così. Devi essere remissivo, devi lasciarti indottrinare e seguire la strada tracciata indossando la maschera del conformismo. Hai l'MCS, una malattia non ancora riconosciuta, devi lottare per sopravvivere. Non fare troppo rumore e segui gli altri. Non pensare, non agire. Tu sei un malato, comportati come tale. Devi essere docile e chiedi il permesso di non esser cacciato fuori dal gregge al quale tutti, inspiegabilmente, vogliono appartenere ad ogni costo. E nello spettro della stupidità che ci circonda, i sette peccati capitali sono più che mai vigenti proprio nel momento in cui, in teoria, non ci manca nulla e la società del benessere taglia il Welfare. Con i sentimenti anestetizzati, il sesso è ridotto ad un'ulteriore frustrazione in una vita vuota in cui trascinarsi di giorno in giorno senza fermarsi a pensare. L'estasi massima, la massima libertà, la felicità assoluta ridicolizzata e trasformata in un passatempo in più, a volte non goduto, vacuo, falso. La frustrazione trasformata in un appetito insaziabile. Mangiare fino a scoppiare. L'ansia causa l'incapacità di reagire seppellendola sotto una montagna di cibo. Il piacere perverso di una società sovralimentata. Il vuoto ci pervade e l'odio irragionevole si trasforma in rabbia contro tutto ciò che non fa per noi, con pretesti assurdi e puerili. L'intolleranza diventa violenza contro coloro che non sono come noi, forse perché ci spaventano. Ignari della nostra vita, passiamo le giornate a guardare le nostre tasche, per vedere se siamo diventati migliori degli altri. Gareggiamo con gli altri in una ridicola competizione per dimostrare il nostro successo. Fingiamo di essere felici. Abbiamo il vuoto dentro. La vita è una parentesi di paura e di comodità in attesa che un giorno tutto cambi senza fare alcuno sforzo, risucchiati da un sistema che ci vuole così: esseri non pensanti. Trascinati dalla pigrizia, odiamo quelli che pensiamo siano migliori di noi. Essi ci ricordano la nostra meschinità, da cui non vogliamo sforzarci di uscire. Sprechiamo la nostra vita aspettando di vedere gli altri in difficoltà, mentre critichiamo i loro successi e, inconsapevolmente, vorremmo siano mediocri come noi. Una bellezza economica e plastificata ci avvelena e, al tempo stesso, ci fa sentire bene per un momento, quando pensiamo di essere migliori degli altri. La bellezza tossica di cui non ci importa il prezzo da pagare, in un mondo dove la salute non è apprezzata. L'orgoglio falso e smisurato, l'arroganza causata dall'ignoranza. Chi vuole essere sano se si può sembrare bello pur essendo stupido? A chi non piace sembrare migliore degli altri? C'è qualcuno che osa vivere senza maschera?