Se la vita ci è resa difficile da questa assurda malattia, noi non ci arrendiamo!
"Short-term profits can short-change our future...The cost of ignoring the chemical effects on human health is quietly but steadily growing ever higher, creating a dangerous risk to the very underpinnings of society" Cindy Duering
"Scopo e compito della scienza (episthmh) è lo scoprire qualcosa che non è stato ancora scoperto e il cui esser scoperto sia preferibile al restare ignoto". Ippocrate
Visualizzazione post con etichetta toluene. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta toluene. Mostra tutti i post

mercoledì 3 novembre 2010

I guidatori di auto nuove sono esposti ad emissioni tossiche

Il mal di testa provocato dall'auto nuova può essere solo il minore dei problemi.
Una ricerca di CSIRO (Australian Commonwealth Scientific and Research Organization) ha trovato elevati livelli  di emissioni tossiche nell'abitacolo dei veicoli nuovi per più di sei mesi dopo l'acquisto.
Il Dr Steve Brown, capo del gruppo di ricerca "Controllo dell''aria" della CSIRO  dice: "Proprio come l'aria all'interno delle nostre case e dei luoghi di lavoro che è spesso molto più inquinata dell'aria esterna, lo stare seduti in una macchina nuova  può esporre a livelli di emissioni tossiche molto più alti dei limiti  fissati dalla Australia's National Health & Medical Research Council (NHMRC) ".
Durante i due anni di studio su tre veicoli nuovi consegnati agli acquirenti da tre settimane, CSIRO ha raccolto alcune testimonianze:
Un avvocato che è stato male per diversi giorni (cefalea, irritazione ai polmoni, gonfiore) dopo aver ritirato la sua auto nuova e averla guidata per soli 10 minuti (l'avvocato alla fine ha cambiato l'auto con un'altra seminuava di 18 mesi che non ha provocato nessuna conseguenza sulla sua salute)
Un autista del servizio pubblico che si sentì male durante la guida di automobili nuove nei primi 6 mesi dalla loro consegna.
Una persona chimicamente sensibile che si sentiva "sfasato" in ogni auto nuova 
Un rappresentante che usava regolarmente l'auto è diventato letargico per i suoi lunghi viaggi (per esempio, da Melbourne a Geelong) quando l'auto era nuova
Il Dr Brown dice: "Le misurazioni effettuate nel corso dello studio CSIRO hanno rilevato che le concentrazioni  totali di composti organici volatili (TVOC) erano inizialmente molto elevate (fino a 64.000 microgrammi per metro cubo) nelle due auto australiane uscite dalla fabbrica da 3-10 settimane" .
L'esposizione controllata di soggetti umani da parte di altri ricercatori per una miscela di 22 sostanze a concentrazioni inferiori alla metà hanno prodotto effetti in pochi minuti, come reazioni soggettive (odore, fastidio, sonnolenza, stanchezza / confusione),  irritazione di occhi / naso / gola, mal di testa e (in soggetti sintomatici) compromissione neuro-comportamentale.
Brown dice: "Questi livelli sono diminuiti di circa il 60% nel primo mese, ma superavano ancora di molto il limite NHMRC per l'aria interna di 500 microgrammi per metro cubo".
La terza vettura, essendo stata importata,  è stata venduta dopo quattro mesi dalla sua produzione per cui la concentrazione di TVOCs era di 2000 microgrammi per metro cubo.
"Questo è ancora quattro volte superiore il limite raccomandato e resta un problema", spiega Brown.
Le sostanze tossiche emesse all'interno di autovetture nuove nel corso dello studio CSIRO e gli effetti che possono causare sono:
benzene - noto cancerogeno per l'uomo 
acetone -  irritante delle mucose
cicloesanone -  possibile agente cancerogeno umano
etilbenzene -  agente tossico sistemico
MIBK -  agente tossico sistemico
n-Esano -  agente neurotossico
stirene -  probabile cancerogeno umano
toluene - causa disfunzioni del sistema nervoso centrale 
isomeri dello Xilene - causano alterazioni nello sviluppo del feto
Il Dr Brown dice: "Per evitare l'esposizione a questo cocktail tossico, le persone che acquistano auto nuove dovrebbero assicurarsi che, per almeno i primi sei mesi dopo l'acquisto del veicolo, vi sia abbondante areazione dell'abitacolo mentre guidano, anche se ciò non è possibile nel traffico intenso a causa delle sostanze tossiche emesse dagli scarichi veicolari. In definitiva, abbiamo bisogno di automobili i cui materiali interni abbiano basse emissioni ".
Petar Johnson, presidente della Australian Environmental Labelling Association, dice: "Questo studio ha definitivamente dimostrato che i progettisti degli interni delle auto devono dare maggiore attenzione ai materiali che vengono utilizzati nell'allestimento degli interni. In ordine ad un mercato dell'auto attento alla salute del consumatore e alle scelte del 21° secolo di innovazioni come la doppia alimentazione e l'uso di parti riciclabili, il controllo dei VOC e delle esposizione tossiche durante la guida deve essere ai primi posti nell'elenco delle priorità per la progettazione dell'auto nel rispetto dell'ambiente".
L'esposizione degli australiani alle sostanze tossiche nell'aria fa parte di uno studio di CSIRO Thermal & Fluids Engineering, che finora ha studiato  le case nuove, le vernici, i mobili in legno, le stufe a gas, i luoghi di lavoro e gli uffici.
CSIRO ha stimato che l'inquinamento dell'aria interna fa spendere alla comunità australiana oltre 10 miliardi di dollari all'anno in malattie e perdita di produttività.
I risultati della ricerca sulle sostanze tossiche dell'aria sono stati trasmessi al governo e alle agenzie così da esser tenuti in considerazione per ulteriori azioni.

Fonte: CSIRIO
anche se la ricerca è stata pubblicata il 19 dicembre 2001, non mi risulta che tutte le case automobilistiche si siano date da fare per la ricerca di materiali a basse emissioni di sostanze tossiche per gli interni delle vetture.

domenica 10 ottobre 2010

Sostanze e farmaci ototossici


È noto che alcuni farmaci sono tossici per le strutture neurosensoriali deputate alla funzione uditiva e all’equilibrio (organo del Corti, labirinto posteriore o vestibolo e nervo acustico).



Si tratta di sostanze la cui assunzione pregressa è spesso dimenticata o ignorata dal paziente stesso, sovente non in grado di collaborare alla raccolta di una esauriente anamnesi audiologica.
Talvolta il trattamento antibiotico o chemioterapico risale all’infanzia o è concentrato in tempi brevi: ciò rende difficoltosa la raccolta delle informazioni da parte del medico, il quale dovrà tener conto anche delle patologie pregresse, potenziali indici di esposizioni sospette. Il caso più tipico è quello dell’associazione tbc-streptomicina o patologie infiammatorie acute-antibiotici (cefalosporine, aminoglicosidi, chinolonici ecc.) o ipertensione-diuretici (ac. etacrinico).
Antibiotici
Attraversando la barriera emato-labirintica penetrano nei liquidi cocleari producendo danni soprattutto alle cellule ciliate esterne (CCE) dei giri inferiori della coclea: ciò si traduce in un danno iniziale alle alte frequenze che solo successivamente si estende alle frequenze inferiori. L’eliminazione dell’antibiotico dall’orecchio interno è in genere più lenta che non dal sangue, con la conseguenza di un recupero più lento della funzione uditiva. Studi su cavia hanno evidenziato la possibilità di sinergia tra esposizione a rumore e assunzione di antibiotici. Esistono notevoli differenze tra le varie famiglie di antibiotici (reversibilità o meno del danno; interessamento dell’organo vestibolare; presenza di acufeni; modalità di assorbimento). Anche l’uso topico di alcuni antibiotici (es. neomicina) va considerato con attenzione.
Diuretici
Furosemide, ac, etacrinico e bumetanide possono causare perdite anche rilevanti dell’udito, mentre non interessano gli organi vestibolari; la diminuzione dell’udito si instaura pochi minuti dopo l’assunzione del diuretico e generalmente regredisce una volta che il diuretico viene eliminato dall’organismo. Ciò suggerisce che un turbamento rapido degli equilibri ionici sangue/orecchio interno sia all’origine di tale disturbo. Vi è possibilità di effetti combinati (sinergici) di diuretici ed antibiotici; va inoltre tenuta sempre in considerazione l’eventualità che un danno funzionale renale possa trasformare in sovradosaggi anche dosi (di antibiotici o di chemioterapici) ritenute normali. E stato descritto un potenziamento degli effetti ototossici di alcuni metalli pesanti (cadmio) a seguito della contemporanea assunzione di furosemide.
Salicilati
L’assunzione di aspirina si associa spesso ad acufeni e più raramente a diminuzione dell’udito. L’esposizione al rumore cronico da parte di assuntori abituali di salicilati dovrebbe essere valutata con attenzione.
FANS
Molti FANS (ubuprofene, ketoprofene, diclofenac ecc.) possono causare quali effetti collaterali vertigini ed acufeni.
Chinino
L’assunzione di chinino ad alte dosi può causare ipoacusie anche irreversibili.
Farmaci anti-tumorali
Cisplatino e carboplatino possono modificare la composizione dei liquidi cocleari e danneggiare le CC. Su animale trattato è stato dimostrato il potenziamento degli effetti del rumore: ciò implica la necessità di una più attenta sorveglianza, anche in caso di esposizione a rumori non eccessivi, dei lavoratori/pazienti trattati esposti al rumore. 
La miscela di clorexidina gluconato 0,5% e alcool etilico a 70° (comunemente usata per l’antisepsi della cute integra) non può essere utilizzata all’interno dell’orecchio a causa dei suoi effetti ototossici e irritativi.

Meno note anche ai medici e sovente trascurate sono le esposizioni a tossici industriali in grado di provocare danni all’’udito.
I principali imputati sono alcuni solventi aromatici (toluene, stirene, etilbenzene, xylene), il monossido di carbonio e l’ac. cianidrico. Disolfuro di carbonio, toluene e tricloroetilene sono neurotossici provati e possono causare ipoacusia di tipo neurosensoriale.
Il toluene (utilizzato nella composizione di pitture, vernici, inchiostri, sgrassanti), lo stirene (resine) lo xylene e l’etilbenzene, solventi di uso diffuso nell’industria, possono dar luogo ad ipoacusie difficilmente distinguibili dai tipici quadri di ipoacusia da rumore consistenti in danno di tipo neurosensoriale bilaterale con inizio intorno ai 4000 hz, interessamento primario delle cellule ciliate esterne (CCE), successivo coinvolgimento anche delle CCI ed evoluzione “ad concham” (o “a cucchiaio”).
I modelli sperimentali su animale hanno confermato l’ototossicità dei solventi aromatici, suggerendo la possibilità che il dosaggio biologico del tossico possa essere utilizzato a scopo predittivo; per la componente di danno legata alla esposizione al rumore, invece, al momento non è possibile, come noto, affidarsi a misure di prevenzione diverse dalla diagnosi precoce (cioè dalla individuazione di un danno già avvenuto ed evidenziabile).
Buona parte delle esposizioni a solventi aromatici avvengono in ambienti rumorosi e vi sono dati (sperimentali ed epidemiologici) che sembrano documentare un effetto sinergico tra sostanze ototossiche di uso industriale e rumore.
fonte: diario-prevenzione
Articoli correlati: Interazione tra solventi e rumore
                                Studio spagnolo: contaminanti chimici interferiscono sull'udito

Interazione tra solventi e rumore

In uno studio dei Prof. A. Volpin, B. Saia del Dipartimento Medicina Ambientale e Sanità Pubblica - Università degli Studi di Padova: 
"Molteplici sono gli scenari ambientali e occupazionali in cui si verifica una co-esposizione a rumore e solventi, quindi fra agenti neurotossici e un  gente ototossico. Vengono analizzati gli studi epidemiologici e sperimentali con esposizione simultanea a rumore e a solventi come toluene, stirene e solfuro di carbonio che indagano eventuali effetti ototossici tramite audiometria, auditory brainstem response, potenziali evocati, reflex  decay test. 
I dati attualmente disponibili indicano che ad alti livelli espositivi, che di per se stessi sono responsabili di danno tessutale, l’interazione  tra rumore e solventi può aver luogo."