Il diclorofenolo, contenuto nei pesticidi e negli insetticidi, è stato trovato anche nell'acqua di rubinetto ed è collegato alle allergie. È questa la conclusione di una ricerca dell'allergologa Elina Jerschow pubblicata nel numero di dicembre degli Annals of Allergy, Asthma and Immunology effettuata su un campione di 2200 statunitensi, dai 6 anni in su, partecipanti ad un sondaggio su salute e nutrizione. Più di 400 di queste persone aveva un'allergia alimentare e più di 1.000 un'allergia ambientale. I ricercatori hanno rilevato che le persone allergiche ad uno o più alimenti avevano livelli di diclorofenoli nelle urine più alti rispetto alle persone senza allergie. giovedì 6 dicembre 2012
Pesticidi ed insetticidi collegati alle allergie
Il diclorofenolo, contenuto nei pesticidi e negli insetticidi, è stato trovato anche nell'acqua di rubinetto ed è collegato alle allergie. È questa la conclusione di una ricerca dell'allergologa Elina Jerschow pubblicata nel numero di dicembre degli Annals of Allergy, Asthma and Immunology effettuata su un campione di 2200 statunitensi, dai 6 anni in su, partecipanti ad un sondaggio su salute e nutrizione. Più di 400 di queste persone aveva un'allergia alimentare e più di 1.000 un'allergia ambientale. I ricercatori hanno rilevato che le persone allergiche ad uno o più alimenti avevano livelli di diclorofenoli nelle urine più alti rispetto alle persone senza allergie. martedì 13 novembre 2012
Fazzoletto profumato?
No, grazie!
L'associazione dei consumatori Altroconsumo, ha preso in esame un tipo di fazzoletti di carta "per il raffreddore" di una nota casa produttrice e ci mette in guardia sui pericoli che potremmo correre. Infatti, contengono sostanze che, oltre ad essere allergizzanti, potrebbero avere effetti neurologici dannosi per i bambini.
"... I messaggi promozionali puntano sulla loro capacità di lenire gli arrossamenti al naso e favorire la respirazione grazie a ingredienti come l'olio di eucalipto. In effetti questi fazzoletti profumati contengono davvero eucalipto (eucalyptol), ma anche altri ingredienti che di naturale non hanno proprio nulla.
Ci sono due sostanze chimiche considerate emollienti (di cui una è un derivato petrolifero: petrolatum mineral oil) e quattro sostanze chimiche profumanti che possono provocare allergie (hexyl cinnamal, limonene, hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyd, buthylphenyl methylpropional). Proprio per evitare fastidi alla salute, sulla confezione troviamo l’avvertenza "evitare il contatto con gli occhi". Dato che si tratta di un fazzoletto, questa precauzione è a dir poco anomala: in pratica dovreste ricordarvi di usarlo solo per il naso. Ma non è solo per una questione di praticità che ne sconsigliamo l'acquisto.
Da questi fazzoletti è meglio tenere alla larga i più piccoli: l'agenzia francese per la sicurezza dei prodotti cosmetici ha segnalato che alcuni oli essenziali, tra cui proprio l'eucalipto, possono avere effetti neurologici dannosi per i bambini, specialmente se di età inferiore ai 3 anni. In Francia ne è stato quindi vietato l'utilizzo come ingredienti nei prodotti dedicati ai bebè."
fonte: Altroconsumo
Per pulire la casa in sicurezza
Visto che molti prodotti per la pulizia della casa contengono sostanze che scatenano reazioni allergiche e asma, fino a provocare tumori, l'associazione di consumatori statunitense EWG (Envinromental Working Group), ha testato 2000 prodotti, alcuni dei quali si trovano in commercio anche in Italia, come Air Wik, Febreze, Finish e Glade
ed ha pubblicato una guida consultabile online per poter scegliere i prodotti meno pericolosi per la nostra salute e per l'ambiente.
leggi anche
Oprah mette in guardia sui pericoli dei prodotti per la pulizia della casa
L'Europa si mobilita per prevenire le malattie ambientali?
Ancora una volta, l'UE asseconda le esigenze dell'economia
senza tutelare la salute dei cittadini:
il fatto che i componenti dei profumi siano sostanze "naturali o di sintesi" non è il vero problema!
"... Bruxelles intende mettere fuori legge molte delle sostanze usate per comporre il bouquet dei profumi, perché ritenute allergeniche.
Le proposte avanzate dalla commissione scientifica incaricata si sostanziano nella messa al bando del muschio, sostanza che viene prelevata dalle ghiandole di un particolare esemplare di cervo, ucciso sin dall'antichità per tale motivo.
Insieme a questo elemento, che a ragion veduta verrebbe dunque vietato, ci sarebbe la riduzione ad una percentuale minima tollerata, dello 0,01%, di sostanze quali citronella, olio di mandarino, cumarina e eugenolo, e altre essenze naturali comunemente impiegate in profumeria.
Tali misure, che potrebbero diventare legge entro il gennaio 2014, hanno suscitato, come prevedibile, la preoccupazione dei grandi nomi della profumeria, che denunciano come in tal modo venga favorito l'impiego di sostanze sintetiche. Stefania Zuccotti, formatrice olfattiva, evidenzia a sua volta, sulle pagine di Repubblica, che la posizione assunta dall'UE è la medesima dell'Ifra, l'International Fragrance Association: questo organismo è sovvenzionato per lo più dalle industrie chimiche ed ha perciò tutto l'interesse ad ostacolare l'utilizzo di sostanze naturali per favorire al contrario quelle artificiali create in laboratorio. Tale considerazione sembra conformarsi alla tendenza, troppo spesso mostrata in sede comunitaria, di avallare le esigenze delle grandi lobbies.
Altra indicazione avanzata, e non certo biasimabile, è invece quella di indicare nelle etichette le sostanze considerate allergeniche, la cui lista si amplierebbe tuttavia molto, passando da 26 a 100."
"Il portavoce della Commissione, Frederic Vincent, ha comunque smentito che verranno adottate misure volte a proibire la vendita di profumi contenenti le sostanze segnalate.
Se infatti è giusto prevenire conseguenze spiacevoli dall'utilizzo di un prodotto, è anche opportuno commisurare le necessità."
tratto da
L’Europa allergica al profumo - di Roberta Pisa -
Vorremmo ricordare ai Parlamentari europei che
occorre salvaguardare la salute delle persone più sensibili, compresi i bambini e le donne incinte, con azioni che limitino il consumo dei profumi, come è stato fatto con l'alcool, regolamentandone la pubblicità, e col fumo, vietando addirittura la messa in onda di spot pubblicitari che ne inducessero l'uso!
occorre salvaguardare la salute delle persone più sensibili, compresi i bambini e le donne incinte, con azioni che limitino il consumo dei profumi, come è stato fatto con l'alcool, regolamentandone la pubblicità, e col fumo, vietando addirittura la messa in onda di spot pubblicitari che ne inducessero l'uso!
sabato 3 novembre 2012
"Non mettete il petrolio addosso ai bambini!"
Nell'ambito di Vegan OK -EXPO SANA Edition 2012, il Dott. Zago, autore del biodizionario online
interviene per insegnarci a riconoscere le sostanze tossiche contenute nei cosmetici e pone l'accento sui problemi che queste causano alle persone sensili come i bambini.
"...leggendo le promesse di molti cosmetici ci chiediamo se non si tratti di veri e propri miracoli. Sappiamo tutti che i miracoli non li fanno i cosmetici, al massimo ci fanno stare meglio con noi stessi. La briga di leggere le composizioni è un dovere per ognuno di noi. I motivi principali sono almeno due.
- Se il cosmetico contiene delle sostanze allergizzanti devono essere riportate in etichetta ed una persona sensibile a queste sostanze non dovrebbe acquistare il prodotto.
- C’è poi il problema dell’accumulo. Molte sostanze sono limitate nella quantità utilizzabile in un cosmetico. Se però io uso uno shampoo con quella sostanza e poi un sapone che contiene la stessa e via dicendo, è chiaro che supero i limiti per i quali la sostanza è considerata sicura".
Fonte: PROMISELAND.it Il Dott. Zago si è interessato anche della Sensibilità Chimica Multipla e della "vita da cani" che fanno i malati.
Per poter superare la fase critica, le persone multisensibili vanno in Inghilterra a curarsi. Le cure sono personalizzate, infatti vengono impartite in base a particolari analisi del sangue attraverso le quali si risale alle sostanze che hanno causato l'intossicazione.
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domenica 14 ottobre 2012
Dentifrici, cosa rischiamo?
Il Salvagente, una rivista per i consumatori ha effettuato un test sui dentifrici, scoprendo che hanno ingredienti troppo aggressivi
La base dei dentifrici è costituita da tensioattivi, sostanze che vengono usate nelle formulazioni per facilitare l’effetto detergente. Tra questi il sodio lauryl solfato, su cui si basa la maggioranza dei prodotti, un ingrediente considerato come troppo aggressivo per la pelle e le mucose perchè rende il pH eccessivamente alcalino. La viscosità, utile per una buona applicazione, si ottiene anche dai polietilenglicoli o peg, emulsionanti che rendono i tessuti più permeabili e dunque pronti ad assorbire altre sostanze nocive. Poi alcuni aromi che servono a lasciare quel senso di freschezza che spesso scambiamo per pulizia: eugenolo, limonene o mentolo che sono allergizzanti.
Nell’Inci (International nomenclature of cosmetic ingredients, che riporta per legge sulla confezione, in ordine decrescente, gli ingredienti) si trovano anche edulcoranti, come sorbitolo e saccarina, e coloranti. "Ce ne sono di diversi tipi, contrassegnati con le lettere CI, che stanno per color index, seguite da un numero. Non servono a nulla se non a rendere più bello il prodotto, invece occorrerebbe un’accurata indagine sulla loro qualità", spiega al Salvagente Fabrizio Zago, chimico e inventore del Biodizionario (la più famosa guida alla compatibilità ambientale degli ingredienti industriali).
Oltre al rosso al verde e al blu, il colore dominante è il bianco e come ottenerlo se non con uno sbiancante?
Ecco in aiuto il diossido di titanio, o E171, che conferisce il tipico colore bianco ai dentifrici: l’impatto sull’uomo è ancora poco chiaro, ma alcuni studi lo collegano all’insorgenza del morbo di Crohn (colite ulcerosa), mentre l’Agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro (Iarc) lo classifica come possibile cancerogeno (gruppo 2B).
Escluso da molti prodotti cosmetici per la sua comprovata nocività, il triclosan appare ancora, con la funzione di antibatterico, nei prodotti che potremmo ingerire... Anche se è presente in quantità molto basse (la legge ne consente al massimo lo 0,3%), è contenuto anche in detergenti per la casa e per piatti, saponi, deodoranti, creme. Usato inizialmente come pesticida, la sua struttura è molto simile a quella della diossina. Se si è esposti ad alte dosi, attraverso il contatto si rischia l’irritazione cutanea, mentre in caso di ingestione, gli effetti sono convulsioni, coma, e perfino la morte. Se si accumula nell’organismo, invece, può alterare la funzione epatica e quella polmonare, causare paralisi, sterilità e alterazione immunitaria. Ragioni sufficienti, secondo il Salvagente, per scartarlo da ogni formulazione (come ha recentemente deciso di fare la multinazionale Johnson&Johnson).
Fonte: Il Salvagente
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mercoledì 10 ottobre 2012
I danni che producono gli ammorbidenti
...non si limitano all'inquinamento ambientale, essendo purtroppo i suoi componenti persistenti e non biodegradabili: si tratta di sostanze (additivi, fosfati, pentano, limonene, benzil acetato, coloranti artificiali) che risultano nocive per la salute dell'uomo. Possono scatenare reazioni allergiche, asma, dermatiti, soprattutto nei bambini e nei soggetti più sensibili, nonché danni al sistema nervoso. Sono state riscontrate correlazioni fra l'insorgenza di malattie come il cancro, danni al fegato e ai reni e l'uso di ammorbidenti convenzionali contenenti queste sostanze tossiche.
Una valida alternativa agli ammorbidenti tradizionali in commercio sono il bicarbonato e l'aceto
Fresco profumo di primavera?
Perché il danno chimico al cervello è ignorato?
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martedì 25 settembre 2012
Fibre di amianto nel talco in polvere
Esiste una relazione tra l'uso del talco in polvere ed il cancro alle ovaie: lo dimostrano diversi studi scientifici, effettuati negli ultimi trent'anni, con la media di uno all'anno. In uno di tali studi, i ricercatori hanno testato diversi prodotti a base di talco attualmente in commercio , e in ben 39 articoli su 40 sono state trovate tracce di asbesto.
Il fillosilicato di magnesio , meglio noto col nome di talco, se ridotto in polvere rappresenta un grave pericolo anche per i polmoni per le sue proprietà infiammatorie: durante il cambio dei pannolini i neonati ne respirano in gran quantità col rischio di contrarre affezioni polmonari a volte anche letali.
*"PRINCIPALI IMPIEGHI DEL TALCO
Le maggiori applicazioni s’incontrano nell’industria:
- tessile, quale addensante nell’apprettatura e lubrificante dei fili;
- saponiera, per assorbire olii grassi e fissare coloranti e profumi;
- del caucciù, come costituente della gomma bianca e lubrificante degli
stampi;
- cartiera, quale materiale di carica in sostituzione del caolino (aumenta
alcune proprietà della carta quali bianchezza, patinatura, flessibilità e
resistenza, la preserva dall’umidità e ne facilita la lavorazione, in
particolare nella fase dell’arrotolamento e della tagliatura)
- molitoria, per la brillatura del riso e contro l’azione di batteri ed agenti
atmosferici;
- del cuoio, per la produzione dei grassi utilizzati nella conciatura,
- della ceramica, per la produzione di ceramica “craquelee” e d’isolanti;
- vetraria, come ingrediente per paste di vetri speciali (opachi, da
orologio);
- dei colori e delle vernici, al posto della creta e del gesso per
l’assorbimento dei colori;
- farmaceutica e cosmetica, per la produzione di polveri essiccanti e
rinfrescanti della pelle, di prodotti per il maquillage, di creme, di paste
dentifrice e come polvere da massaggio;
- degli esplosivi, quale materiale di carica inerte,
- dei lubrificanti, per la preparazione di grassi per ruote (lubrificanti
solidi);
- metallurgica, come rivestimento delle forme;
- agricola, nella preparazione dei concimi, delle miscele contro le
malattie delle piante;
- dei legnami, per la verniciatura del legno grezzo;
- edilizia, come costituente per finti marmi, piastrelle, pavimenti e tetti"
** Le sostanze minerali (ad esempio il talco o la vermiculite) che possono contenere asbesto sono state egualmente valutate come “cancerogene per l'uomo”
*"PRINCIPALI IMPIEGHI DEL TALCO
Le maggiori applicazioni s’incontrano nell’industria:
- tessile, quale addensante nell’apprettatura e lubrificante dei fili;
- saponiera, per assorbire olii grassi e fissare coloranti e profumi;
- del caucciù, come costituente della gomma bianca e lubrificante degli
stampi;
- cartiera, quale materiale di carica in sostituzione del caolino (aumenta
alcune proprietà della carta quali bianchezza, patinatura, flessibilità e
resistenza, la preserva dall’umidità e ne facilita la lavorazione, in
particolare nella fase dell’arrotolamento e della tagliatura)
- molitoria, per la brillatura del riso e contro l’azione di batteri ed agenti
atmosferici;
- del cuoio, per la produzione dei grassi utilizzati nella conciatura,
- della ceramica, per la produzione di ceramica “craquelee” e d’isolanti;
- vetraria, come ingrediente per paste di vetri speciali (opachi, da
orologio);
- dei colori e delle vernici, al posto della creta e del gesso per
l’assorbimento dei colori;
- farmaceutica e cosmetica, per la produzione di polveri essiccanti e
rinfrescanti della pelle, di prodotti per il maquillage, di creme, di paste
dentifrice e come polvere da massaggio;
- degli esplosivi, quale materiale di carica inerte,
- dei lubrificanti, per la preparazione di grassi per ruote (lubrificanti
solidi);
- metallurgica, come rivestimento delle forme;
- agricola, nella preparazione dei concimi, delle miscele contro le
malattie delle piante;
- dei legnami, per la verniciatura del legno grezzo;
- edilizia, come costituente per finti marmi, piastrelle, pavimenti e tetti"
** Le sostanze minerali (ad esempio il talco o la vermiculite) che possono contenere asbesto sono state egualmente valutate come “cancerogene per l'uomo”
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mercoledì 19 settembre 2012
Lo chiamano spray assorbiodori...
...in realtà è un'accozzaglia di sostanze chimiche dannose per la salute.*
"Assorbe gli odori" è ciò che assicura la pubblicità...
*fonte: Chemical Sensitivity in Mainstream Medical Documentation
leggi anche: Deodoranti per la casa tra gli "inquinanti domestici"
Febreze: elimina gli odori senza dire gli ingredienti
"Assorbe gli odori" è ciò che assicura la pubblicità...
Anche senza fare analisi chimiche, il principio secondo il quale "nulla si crea e nulla si distrugge" dovrebbe far riflettere sulla pubblicità ingannevole di questi prodotti!
A conferma dei nostri sospetti, basati sulle nostre reazioni immediate alla presenza di questi prodotti per ambienti, negli USA queste indagini sono state effettuate. Un autorevole ente, l'Environmental Working Group's, ha individuato tutte le sostanze dannose contenute in questi prodotti.
Sono dannosi per la salute perché contengono prodotti chimici classificati cancerogeni, genotossici / mutageni, epatotossici (killer delle cellule del fegato,) allergenici, neurotossici, sostanze che alterano il sistema endocrino (riproduzione e crescita), irritanti delle vie respiratorie / broncocostrittori, inquinanti dell'atmosfera interna, nonché prodotti chimici ossidativi che producono composti allergenici allorquando vengono a contatto con all'aria. Questi prodotti sono sconsigliati in presenza di piccoli animali domestici, di bambini, e di persone affette da malattie respiratorie e di dermatite allergica.
In un noto prodotto americano, Febreze Air Effects, sono state individuate 87 sostanze, ma solo tre di queste erano presenti sull'etichetta, mentre le altre, sotto il nome "profumo", sono state tenute segrete. C'era persino un propellente, 1,3-dicloro-2-propanolo, classificato come clastogeno, che altera, cioè, le strutture cromosomiche. Un discorso a se merita il 2-etilesanolo che è stato classificato come "inquinante indoor", responsabile dell'insorgenza della Sindrome dell'Edificio Malato. In ambiente umido produce, infatti, l'Acetaldeide, altrimenti nota come "sostanza chimica della sbornia", prodotta nell'organismo in seguito ad un eccessivo consumo di alcool. Provoca il cancro nel tratto digestivo superiore.
leggi anche: Deodoranti per la casa tra gli "inquinanti domestici"
Febreze: elimina gli odori senza dire gli ingredienti
venerdì 10 agosto 2012
Negli USA è guerra ai profumi
(di Carla Tinagli) (ANSA) - ROMA, 9 AGO - L'America ha dichiarato guerra al profumo. Dopo il fumo e il grasso ora l'ultima crociata riguarda le fragranze, non piacciono più gli eccessi e rischiano di diventare off limits se non legalmente almeno nel nuovo bon ton.
Ma già in alcuni Stati da anni sono comparsi dei cartelli dove si invitano le persone che entrano in alcuni luoghi a non usare profumi. Il quotidiano Usa Today ha pubblicato un elenco di luoghi 'perfume free', dove è fortemente consigliato di non profumarsi: dagli uffici comunali agli edifici pubblici, ai presidi medici e persino alcuni parchi. La motivazione è di salute pubblica, perché le essenze possano causare allergie, asma e disturbi respiratori. Secondo Anne C. Steinemann dell'Università di Washington circa il 38% degli Americani denuncia problemi dovuti all'esposizione ai profumi, anche a quelli cosiddetti naturali o derivati dagli oli essenziali e che i danni derivanti sono paragonabili a quelli del fumo di sigaretta. L'unica soluzione, secondo l'esperta americana, è quella drastica di usare prodotti senza fragranze per l'igiene personale e anche della casa. Il Centro per la Salute e la Sicurezza sul lavoro del Canada ha identificato molti sintomi: mal di testa, insonnia, perdita d'appetito, nausea, ansia e depressione. Il disturbo viene chiamato Sensibilità Chimica Multipla (MCS) e anche in Europa c'è molta attenzione in proposito. In Germania, addirittura, viene considerato un disturbo che riguarda la politica sanitaria nazionale e quasi dieci anni fa , Lady Mar, attivista inglese nelle campagne ambientali, aveva mobilitato la Camera dei Lord per proibire l'uso eccessivo di profumi e colonie. Negli Stati Uniti sono anni che la questione è nell'occhio del ciclone. In California, da sempre famosa per sua fama salutista, già dieci anni fa apparse un cartello nel celebre teatro Berkeley Rep con la scritta 'Per favore niente profumi forti'. Oggi la battaglia è più che mai agguerrita, dal momento che anche alcuni stati del Sud, conservatori per tradizione, partecipano alla ribellione con divieti anti-profumo a Jefferson City in Missouri, Windom in Minnesota e Bremerton, Washington. E, nonostante l'industria del settore per ora non sembri tanto preoccupata, la mobilitazione sta andando alla grande anche su internet: al prezzo di 16 dollari si può acquistare un pacchetto di dieci cartoline Fragrance Free Reminders (dalle scritte molto dirette, come 'chi si profuma avvelena anche te' ) da spedire a chi esagera con il profumo. In altre parole, oggi la campagnia anti-profumo sta diventando quella che fu la campagna anti-fumo negli 80. "Sarà molto più difficile - dice Mark Danohoe, specialista australiano in politiche ambientali - perché i fumatori, quando vennero formulate le leggi anti-fumo, erano già una minoranza ed era più facile metterli nell'angolo, mentre quelli che si profumano sono tanti e considerati chic ed eleganti. Ciò che semmai potrà spingere le autorità a prendere qualche provvedimento reale è il fatto che molte persone affette da Sindrome Chimica Multipla sono giovani, piene di talento e di energie che sarebbero perse se abbandonassero il lavoro per problemi di allergia o difficoltà di respirazione". (ANSA).
Tempi
Dal TG2 delle 20,30 del 9 agosto
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