Se la vita ci è resa difficile da questa assurda malattia, noi non ci arrendiamo!
"Short-term profits can short-change our future...The cost of ignoring the chemical effects on human health is quietly but steadily growing ever higher, creating a dangerous risk to the very underpinnings of society" Cindy Duering
"Scopo e compito della scienza (episthmh) è lo scoprire qualcosa che non è stato ancora scoperto e il cui esser scoperto sia preferibile al restare ignoto". Ippocrate

martedì 26 marzo 2013

BABY COSMETICI AL FENOSSIETANOLO

Salviette imbevute, paste protettive, creme idratanti e detergenti per neonati contengono 
fenossietanolo.  Si tratta di un composto chimico organico che altera la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione. È un liquido oleoso e incolore con proprietà battericida che viene spesso utilizzato come conservante in molti prodotti farmaceutici e cosmetici.
A lanciare l'allarme è stata l'Agenzia francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm) che ha invitato i produttori a non utilizzarlo nei cosmetici rivolti ai bambini fino ai tre anni di età.

lunedì 21 gennaio 2013

Sostanza inquinante collegata all'obesità intergenerazionale

 In una ricerca, pubblicata online il 15 gennaio su Environmental Health Perspectives, viene dimostrato che gli effetti di una sostanza chimica che favorisce l'accumulo di grasso *(obesogen) - possono essere trasmessi alle generazioni future non esposte alla sostanza chimica. 
 L'esposizione in utero ad un prodotto chimico usato nel PVC e nelle vernici navali favorisce l'obesità nei topi. Inoltre, l'effetto è di lunga durata: i nipoti dei topi sono a loro volta ingrassati, nonostante non siano stati esposti alla sostanza chimica.
 I composti del tributilstagno (TBT)  vengono spesso aggiunti  al PVC come stabilizzante e alla pittura antivegetativa navale come agente biocida. 
 Raquel Chamorro-Garcíae e colleghi, ricercatori della Università Californiana di Irvine, hanno somministrato ai topi in gravidanza, attraverso l'alimentazione, tributilstagno in una quantità simile a quella che le persone potrebbero assumere attraverso la polvere di casa ed altre fonti. I topi hanno dato alla luce dei cuccioli nei quali si sono sviluppati: fegato grasso così come  cellule adipose molto più numerose e grandi rispetto a quelle dei cuccioli non esposti.
 Questi effetti sembrano essere permanenti, in quanto anche i figli ed i nipoti di questi topi hanno manifestato un aumento di grasso corporeo e del fegato.
 I risultati hanno confermato quelli di un lavoro precedente che dimostrava che il tributilstagno simula la funzione di un gene che regola la produzione del grasso corporeo e riprogramma le cellule staminali trasformandole in cellule adipose piuttosto che in cellule ossee.
fonte ScienzeNews
La ricerca in formato pdf
Bruce Blumberg e colleghi sono stati i primi, nel 2006, ad individuare il ruolo delle "obesogens"* , termine coniato appunto in tale occasione. (fonte: UCIrvin News)

giovedì 6 dicembre 2012

Pesticidi ed insetticidi collegati alle allergie

Il diclorofenolo, contenuto nei pesticidi e negli insetticidi,  è stato trovato anche nell'acqua di rubinetto ed è collegato alle allergie. È questa la conclusione di una ricerca  dell'allergologa Elina Jerschow pubblicata nel numero di dicembre degli Annals of Allergy, Asthma and Immunology effettuata su un campione di 2200 statunitensi, dai 6 anni in su, partecipanti ad un sondaggio su salute e nutrizione. Più di 400 di queste persone aveva un'allergia alimentare e più di 1.000 un'allergia ambientale. I ricercatori hanno rilevato che le persone allergiche ad uno o più alimenti avevano livelli  di diclorofenoli nelle urine più alti rispetto alle persone senza  allergie. 
fonte: MedicinePlus

martedì 13 novembre 2012

Fazzoletto profumato?


No, grazie!
L'associazione dei consumatori Altroconsumo, ha preso in esame un tipo di fazzoletti di carta "per il raffreddore"  di una nota casa produttrice e ci mette in guardia sui pericoli che potremmo correre. Infatti, contengono sostanze che, oltre ad essere allergizzanti, potrebbero avere effetti neurologici dannosi per i bambini. 
"... I messaggi promozionali puntano sulla loro capacità di lenire gli arrossamenti al naso e favorire la respirazione grazie a ingredienti come l'olio di eucalipto. In effetti questi fazzoletti profumati contengono davvero eucalipto (eucalyptol), ma anche altri ingredienti che di naturale non hanno proprio nulla.
Ci sono due sostanze chimiche considerate emollienti (di cui una è un derivato petrolifero: petrolatum mineral oil) e quattro sostanze chimiche profumanti che possono provocare allergie (hexyl cinnamal, limonene, hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyd, buthylphenyl methylpropional). Proprio per evitare fastidi alla salute, sulla confezione troviamo l’avvertenza "evitare il contatto con gli occhi". Dato che si tratta di un fazzoletto, questa precauzione è a dir poco anomala: in pratica dovreste ricordarvi di usarlo solo per il naso. Ma non è solo per una questione di praticità che ne sconsigliamo l'acquisto.
Da questi fazzoletti è meglio tenere alla larga i più piccoli: l'agenzia francese per la sicurezza dei prodotti cosmetici ha segnalato che alcuni oli essenziali, tra cui proprio l'eucalipto, possono avere effetti neurologici dannosi per i bambini, specialmente se di età inferiore ai 3 anni. In Francia ne è stato quindi vietato l'utilizzo come ingredienti nei prodotti dedicati ai bebè."
fonte: Altroconsumo

Per pulire la casa in sicurezza

Visto che molti prodotti per la pulizia della casa contengono sostanze che scatenano reazioni allergiche e asma, fino a provocare tumori, l'associazione di consumatori statunitense EWG (Envinromental Working Group), ha testato 2000 prodotti, alcuni dei quali si trovano in commercio anche in Italia, come  Air Wik, Febreze, Finish e Glade
ed ha pubblicato una guida consultabile online per poter scegliere i prodotti meno pericolosi per la nostra salute e per l'ambiente.

leggi anche 

Oprah mette in guardia sui pericoli dei prodotti per la pulizia della casa


L'Europa si mobilita per prevenire le malattie ambientali?


Ancora una volta, l'UE asseconda le esigenze dell'economia 
senza tutelare la salute dei cittadini:
il fatto che i componenti dei profumi siano sostanze "naturali o di sintesi" non è il vero problema!


"... Bruxelles intende  mettere fuori legge molte delle sostanze usate per comporre il bouquet dei profumi, perché ritenute allergeniche.
Le proposte avanzate dalla commissione scientifica incaricata si sostanziano nella messa al bando del muschio, sostanza che viene prelevata dalle ghiandole di un particolare esemplare di cervo, ucciso sin dall'antichità per tale motivo.
Insieme a questo elemento, che a ragion veduta verrebbe dunque vietato, ci sarebbe la riduzione ad una percentuale minima tollerata, dello 0,01%, di sostanze quali citronella, olio di mandarino, cumarina e eugenolo, e altre essenze naturali comunemente impiegate in profumeria.
Tali misure, che potrebbero diventare legge entro il gennaio 2014, hanno suscitato, come prevedibile, la preoccupazione dei grandi nomi della profumeria, che denunciano come in tal modo venga favorito l'impiego di sostanze sintetiche. Stefania Zuccotti, formatrice olfattiva, evidenzia a sua volta, sulle pagine di Repubblica, che la posizione assunta dall'UE è la medesima dell'Ifra, l'International Fragrance Association: questo organismo è sovvenzionato per lo più dalle industrie chimiche ed ha perciò tutto l'interesse ad ostacolare l'utilizzo di sostanze naturali per favorire al contrario quelle artificiali create in laboratorio. Tale considerazione sembra conformarsi alla tendenza, troppo spesso mostrata in sede comunitaria, di avallare le esigenze delle grandi lobbies.
Altra indicazione avanzata, e non certo biasimabile, è invece quella di indicare nelle etichette le sostanze considerate allergeniche, la cui lista si amplierebbe tuttavia molto, passando da 26 a 100."

"Il portavoce della Commissione, Frederic Vincent, ha comunque smentito che verranno adottate misure volte a proibire la vendita di profumi contenenti le sostanze segnalate.
Se infatti è giusto prevenire conseguenze spiacevoli dall'utilizzo di un prodotto, è anche opportuno commisurare le necessità."

tratto da

L’Europa allergica al profumo - di Roberta Pisa -

Vorremmo ricordare ai Parlamentari europei che
occorre salvaguardare la salute delle persone più sensibili, compresi i bambini e le donne incinte, con azioni che limitino il consumo dei profumi,  come è stato fatto con l'alcool, regolamentandone la pubblicità, e col fumo, vietando addirittura la messa in onda di spot pubblicitari che ne inducessero l'uso!

sabato 3 novembre 2012

"Non mettete il petrolio addosso ai bambini!"


Nell'ambito di Vegan OK -EXPO SANA Edition 2012, il Dott. Zago, autore del biodizionario online 

interviene per insegnarci a riconoscere le sostanze tossiche contenute nei cosmetici e pone l'accento sui problemi che queste causano alle persone sensili come i bambini

"...leggendo le promesse di molti cosmetici ci chiediamo se non si tratti di veri e propri miracoli. Sappiamo tutti che i miracoli non li fanno i cosmetici, al massimo ci fanno stare meglio con noi stessi. La briga di leggere le composizioni è un dovere per ognuno di noi. I motivi principali sono almeno due.
- Se il cosmetico contiene delle sostanze allergizzanti devono essere riportate in etichetta ed una persona sensibile a queste sostanze non dovrebbe acquistare il prodotto.
- C’è poi il problema dell’accumulo. Molte sostanze sono limitate nella quantità utilizzabile in un cosmetico. Se però io uso uno shampoo con quella sostanza e poi un sapone che contiene la stessa e via dicendo, è chiaro che supero i limiti per i quali la sostanza è considerata sicura".
Fonte: PROMISELAND.it 
Il Dott. Zago si è interessato anche della Sensibilità Chimica Multipla e della "vita da cani" che fanno i malati. 
Per poter superare la fase critica, le persone multisensibili  vanno in Inghilterra a curarsi. Le cure sono personalizzate, infatti vengono impartite in base a particolari analisi del sangue attraverso le quali si risale alle sostanze che hanno causato l'intossicazione.

domenica 14 ottobre 2012

Dentifrici, cosa rischiamo?

Il Salvagente, una rivista per i consumatori ha effettuato un test sui dentifrici, scoprendo che hanno ingredienti troppo aggressivi
La base dei dentifrici è costituita da tensioattivi, sostanze che vengono usate nelle formulazioni per facilitare l’effetto detergente. Tra questi il sodio lauryl solfato, su cui si basa la maggioranza dei prodotti, un ingrediente considerato come troppo aggressivo per la pelle e le mucose perchè rende il pH eccessivamente alcalino. La viscosità, utile per una buona applicazione, si ottiene anche dai polietilenglicoli o peg, emulsionanti che rendono i tessuti più permeabili e dunque pronti ad assorbire altre sostanze nocive. Poi alcuni aromi che servono a lasciare quel senso di freschezza che spesso scambiamo per pulizia: eugenolo, limonene o mentolo che sono allergizzanti.



Come ogni cosmetico, anche se qui il rischio dovuto all’ingestione è molto maggiore, i dentifrici si servono di potenti conservanti, come i parabeni, composti molto discussi perché possono alterare la funzionalità del sistema endocrino, con conseguenze, in particolare, per la fertilità maschile. Naturalmente le quantità presenti in un tubetto sono bassissime, ma la loro presenza in un prodotto che finisce nel cavo orale sarebbe da evitare. 

Nell’Inci (International nomenclature of cosmetic ingredients, che riporta per legge sulla confezione, in ordine decrescente, gli ingredienti) si trovano anche edulcoranti, come sorbitolo e saccarina, e coloranti. "Ce ne sono di diversi tipi, contrassegnati con le lettere CI, che stanno per color index, seguite da un numero. Non servono a nulla se non a rendere più bello il prodotto, invece occorrerebbe un’accurata indagine sulla loro qualità", spiega al Salvagente Fabrizio Zago, chimico e inventore del Biodizionario (la più famosa guida alla compatibilità ambientale degli ingredienti industriali). 
Oltre al rosso al verde e al blu, il colore dominante è il bianco e come ottenerlo se non con uno sbiancante?

Ecco in aiuto il diossido di titanio, o E171, che conferisce il tipico colore bianco ai dentifrici: l’impatto sull’uomo è ancora poco chiaro, ma alcuni studi lo collegano all’insorgenza del morbo di Crohn (colite ulcerosa), mentre l’Agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro (Iarc) lo classifica come possibile cancerogeno (gruppo 2B).

Escluso da molti prodotti cosmetici per la sua comprovata nocività, il triclosan appare ancora, con la funzione di antibatterico, nei prodotti che potremmo ingerire... Anche se è presente in quantità molto basse (la legge ne consente al massimo lo 0,3%), è contenuto anche in detergenti per la casa e per piatti, saponi, deodoranti, creme. Usato inizialmente come pesticida, la sua struttura è molto simile a quella della diossina. Se si è esposti ad alte dosi, attraverso il contatto si rischia l’irritazione cutanea, mentre in caso di ingestione, gli effetti sono convulsioni, coma, e perfino la morte. Se si accumula nell’organismo, invece, può alterare la funzione epatica e quella polmonare, causare paralisi, sterilità e alterazione immunitaria. Ragioni sufficienti, secondo il Salvagente, per scartarlo da ogni formulazione (come ha recentemente deciso di fare la multinazionale Johnson&Johnson).
Fonte: Il Salvagente

mercoledì 10 ottobre 2012

I danni che producono gli ammorbidenti

...non si limitano all'inquinamento ambientale, essendo purtroppo i suoi componenti persistenti e non biodegradabili: si tratta di sostanze  (additivi,  fosfati, pentano, limonene, benzil acetato, coloranti artificiali) che risultano  nocive per la salute dell'uomo. Possono scatenare reazioni allergiche, asma, dermatiti, soprattutto nei bambini e nei soggetti più sensibili, nonché danni al sistema nervoso. Sono state riscontrate correlazioni fra l'insorgenza di malattie come il cancro, danni al fegato e ai reni e l'uso di ammorbidenti convenzionali contenenti queste sostanze tossiche.
fonte: greenMe
foto: BIO-LOGICA.it
Una valida alternativa agli ammorbidenti tradizionali in commercio sono il bicarbonato e l'aceto

Fresco profumo di primavera?

Perché il danno chimico al cervello è ignorato?

martedì 25 settembre 2012

Fibre di amianto nel talco in polvere


Esiste una relazione tra l'uso del talco in polvere ed il cancro alle ovaie: lo dimostrano diversi studi scientifici, effettuati negli ultimi trent'anni, con la media di uno all'anno.   In uno di tali studi, i ricercatori hanno testato diversi prodotti a base di talco attualmente in commercio , e in ben 39 articoli  su 40 sono state trovate tracce di asbesto.
Il fillosilicato di magnesio , meglio noto col nome di talco, se ridotto in polvere rappresenta un grave pericolo anche per i polmoni per le sue proprietà infiammatorie: durante il cambio dei pannolini i neonati ne respirano in gran quantità col rischio di contrarre affezioni polmonari a volte anche letali.

*"PRINCIPALI IMPIEGHI DEL TALCO
Le maggiori applicazioni s’incontrano nell’industria:
- tessile, quale addensante nell’apprettatura e lubrificante dei fili;
- saponiera, per assorbire olii grassi e fissare coloranti e profumi;
- del caucciù, come costituente della gomma bianca e lubrificante degli 
stampi;
- cartiera, quale materiale di carica in sostituzione del caolino (aumenta 
alcune proprietà della carta  quali bianchezza, patinatura, flessibilità e 
resistenza, la preserva  dall’umidità e ne facilita la lavorazione, in 
particolare nella fase dell’arrotolamento e della tagliatura)
- molitoria, per la brillatura del riso e contro l’azione di batteri ed agenti 
atmosferici;
- del cuoio, per la produzione dei grassi utilizzati nella conciatura,
- della ceramica, per la produzione di ceramica “craquelee” e d’isolanti;
- vetraria, come ingrediente per paste di vetri speciali (opachi, da 
orologio);
- dei colori e delle vernici, al posto della creta e del gesso per 
l’assorbimento dei colori;
- farmaceutica e cosmetica, per la produzione di polveri essiccanti e 
rinfrescanti della pelle, di prodotti per il maquillage, di creme, di paste 
dentifrice e come polvere da massaggio;
- degli esplosivi, quale materiale di carica inerte,
- dei lubrificanti, per la preparazione di grassi per ruote (lubrificanti 
solidi);
- metallurgica, come rivestimento delle forme;
- agricola, nella preparazione dei concimi, delle miscele contro le 
malattie delle piante;
- dei legnami, per la verniciatura del legno grezzo;
- edilizia, come costituente per finti marmi, piastrelle, pavimenti e tetti"

** Le sostanze minerali (ad esempio il talco o la vermiculite) che possono contenere asbesto sono state egualmente valutate come “cancerogene per l'uomo”