Se la vita ci è resa difficile da questa assurda malattia, noi non ci arrendiamo!
"Short-term profits can short-change our future...The cost of ignoring the chemical effects on human health is quietly but steadily growing ever higher, creating a dangerous risk to the very underpinnings of society" Cindy Duering
"Scopo e compito della scienza (episthmh) è lo scoprire qualcosa che non è stato ancora scoperto e il cui esser scoperto sia preferibile al restare ignoto". Ippocrate

mercoledì 3 agosto 2011

Il Ministero della Salute, contravvenendo alla normativa UE, concede una deroga per l'utilizzo del trifluralin, un pericoloso pesticida!!!

Molti agricoltori italiani stanno utilizzando in questo periodo un pesticida a base di ‘1,3-dicloropropene’ che l'Istituto Superiore della Sanità ha stabilito poter essere molto pericoloso per la salute umana, in particolare per quella dei bambini, oltre che per gli animali e l’ecosistema, e che la Commissione europea ha ripetutamente rifiutato di autorizzare. È gravissimo pertanto che l’utilizzo di questa sostanza sia stato autorizzato con un Decreto del Ministero della Salute del 13 Luglio 2011.

“In base al decreto – aggiunge Ferrante - tra il 13 luglio 2011 e il 9 novembre 2011, è autorizzata la disinfestazione dei terreni agricoli destinati alla produzione di carote, pomodoro in serra, melanzana in serra, peperone in serra, zucchino e fragola.
Per quattro mesi dunque il Ministero della Salute concede una deroga agli agricoltori, e contestualmente deroga al proprio dovere di salvaguardare la salute dei cittadini.
Qui non si mette in discussione l’esigenza degli agricoltori di preservare le colture, ma l’uso improprio e pericoloso dei pesticidi ha effetti gravissimi e immediati sull’ecosistema, ed è dannoso nel medio e lungo periodo per la salute umana".
“Occorre un uso sostenibile dei pesticidi in agricoltura, in base al principio di precauzione per preservare la salute umana, in particolare quella dei bambini, perché i rapporti sulla qualità dei prodotti agricoli certificano sempre un maggior ‘inquinamento’ sulle nostre tavole.
Fazio – conclude Ferrante - ritiri immediatamente il decreto, perché è inconcepibile che il ministero della Salute autorizzi l’uso di una sostanza così potenzialmente pericolosa".


Foto: slowfood

lunedì 1 agosto 2011

Lo troviamo un po' dovunque, dagli alimenti alle monete: è allarme BPA

L'Environmental Protection Agency ha sollevato l'interesse generale quando, il 26 luglio scorso, sulla base delle ricerche scientifiche effettuate, ha richiesto nuove prove di tossicità e il campionamento ambientale del bisfenolo A, un ingrediente di molte materie plastiche e resine a contatto con gli alimenti.
Infatti, studi recenti hanno appurato l'influenza del BPA sui comportamenti degli adolescenti: le ragazze diventano aggressive ed i ragazzi riservati (inversione delle tendenze comportamentali).
In uno studio su topi da laboratorio, sottoposti a bassi livelli di esposizione, è emersa l'influenza del BPA sull'insorgenza del diabete.
Altri studi hanno messo in evidenza il fatto che il BPA potrebbe compromettere la riproduzione.
Fonte: sciencenews
Per che cosa si usa il BPA?
Il BPA viene usato nella produzione del policarbonato, una plastica rigida impiegata nella produzione di biberon per neonati, piatti, tazze, brocche, caraffe, stoviglie per forni a microonde e recipienti per la conservazione degli alimenti. Se ne fa uso comune anche nella produzione di resine epossifenoliche, impiegate per il rivestimento protettivo interno di lattine e coperchi metallici e per lo strato interno di serbatoi per l’acqua e tini per il vino. Il BPA può migrare in piccole quantità nei cibi e nelle bevande conservati in materiali che lo contengono. 
Ricavato dal sito dell’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA):
“Il gruppo AFC (AFC - gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari, gli aromatizzanti, i coadiuvanti tecnologici e i materiali a contatto con gli alimenti) ha esaminato la solidità delle prove scientifiche attualmente disponibili e le incertezze rimanenti ed ha incluso un fattore di incertezza di 100 nel suo calcolo del TDI*, come è comune prassi scientifica. Su questa base il Gruppo ha stabilito una TDI definitiva di 0,05 milligrammi/Kg di peso corporeo. La precedente TDI provvisoria, fissata nel 2002, includeva un fattore di incertezza di 500, che è stato ridotto alla luce delle corpose prove scientifiche ora disponibili.”
*TDI sta per "Assunzione giornaliera tollerabile" 
La TDI è una stima della quantità di una sostanza, espressa in base al peso corporeo, che può essere ingerita ogni giorno per tutta la vita senza rischi apprezzabili.
Fonte: federconsveneto 

venerdì 29 luglio 2011

È sicuro il cartone per alimenti?


Secondo il professore Koni Grob, chimico dell’Official Food Control di Zurigo il cartone riciclato usato per il packaging potrebbe essere potenzialmente pericoloso a causa dei residui di inchiostro. La ricerca è stata pubblicata su Packaging technology and science e sottolinea come il riciclo del cartone usato per l’imballaggio secondario, ossia che non viene in contatto diretto con i cibi, possa essere contaminato da inchiostri derivati dal petrolio, cioè  da oli minerali che, se assorbiti in grosse quantità, possono favorire infiammazioni e cancro.
Grob ha analizzato le confezioni di 120 prodotti in vendita in Germania che avevano date di scadenza lunghe anche 2 anni. Solo 30 imballaggi non avevano presenza di inchiostri. Spiega Il Fatto alimentare che riporta lo studio:
La cosa sorprendente è che la contaminazione da oli sembra avvenire anche quando l’alimento è a contatto diretto con una confezione “primaria” di cartone non riciclato, se questa è stata stivata in scatoloni più grandi di cartone ondulato riciclato. Come a dire: gli oli minerali sono pericolosi anche quando non a diretto contatto con il cibo, ma riescono a “passare” addirittura la barriera del cartone non riciclato.
Una possibile soluzione consiste nel pre-selezionare il cartone destinato all’industria alimentare che deve essere il più pulito possibile e non contaminarlo con carta stampata tipo volantini o brochure. Di fatto però le contaminazioni con gli inchiostri possono continuare a sussistere tanto che un’azienda bio come la Jordans ha smesso di usarli. Allora perché non concentrarsi nella ricerca di stabili inchiostri bio?

Fonte: eco blog
Foto: terninrete

Pubblicato il Consenso Internazionale per l'Encefalomielite Mialgica

Il 20 luglio sul Journal of Internal Medicine. Il gruppo degli autori, guidato da Bruce M. Carruthers, MD, CM, FRCP (C) e Marjorie I van de Sande, ne comprende 25, provenienti da AustraliaBruxelles, Canada, Cile, Corea, Irlanda, Italia, Giappone, Lettonia, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti. A sostegno delle loro raccomandazioni, gli autori fanno riferimento a 123 pubblicazioni. 

"L'obiettivo primario di questo consenso è quello di stabilire criteri clinici più selettivi per identificare i pazienti con esaurimento neuroimmune ed una soglia patologica di affaticamento con riacutizzazione dei sintomi in risposta a sforzo. Ciò consentirà di diagnosticare e arruolare i pazienti per ricerche internazionali con una definizione di caso valida per medici e ricercatori di tutto il mondo".

martedì 26 luglio 2011

Sostanze tossiche negli alimenti


Piombo nel pane e arsenico nel caffè? Se non si è grandi consumatori, non c'è pericolo...
L'ANSES (agenzia francese per la sicurezza alimentare) ha pubblicato il rapporto sulle sostanze chimiche trovate negli alimenti. Se il livello di esposizione a tali sostanze è alto, l'agenzia  raccomanda di moderare il consumo di alcuni alimenti.
Mangiare di tutto ma in quantità limitate: questo è il consiglio più che mai attuale.
L'Anses si è dedicata per 4 anni ad un'accurata indagine per misurare il rischio a lungo termine da esposizione a sostanze chimiche contenute negli alimenti, nonchè il loro valore nutrizionale.
 Sono stati analizzati ben 20.000 prodotti, preparati così come vengono consumati, ed è stato valutato il rischio tossicologico di  361 sostanze. Si tratta di "uno degli studi più ricco e completo che sia  mai stato condotto a livello mondiale", ha dichiarato l'Anses.
Per l'85% delle sostanze, "il rischio per la popolazione può essere considerato eslusivamente in base al consumo" e il livello di esposizione rimane, in generale, al di sotto delle soglie tossicologiche.
Questo è il caso dei contaminanti inorganici (non necessari al funzionamento dell'organismo, a differenza dei metalli) come il bario, il cobalto, il nikel, alcuni inquinanti organici persistenti come il PFOA delle pentole antiaderenti, alcune micotossine, la maggior parte dei 254 residui di pesticidi valutati... Tuttavia, l'agenzia ritiene che bisogna "incrementare gli sforzi per ridurre il livello dei contaminanti negli alimenti", 
 Grandi bevitori di vino, attenti! 
Per una dozzina di sostanze o gruppi di sostanze, però, il rischio di superare le soglie tossicologiche "non può essere escluso". Ci può essere un prodotto "con un livello di contaminazione non necessariamente elevato ma consumato in quantità elevate", come il pane, contenente cadmio, piombo, micotossine, la pasta (alluminio), il caffè (rame, arsenico inorganico, acrilamide), il latte dei neonati (piombo, arsenico inorganico)... L'Anses rileva un aumento del 400% del cadmio ingerito rispetto ad uno studio simile, ma su scala molto inferiore, pubblicato nel 2006. Sin troppe micotossine e acrilammide nelle patatine fritte e troppo solfito nel vino mettono a rischio i grandi consumatori." Lo studio evidenzia alcuni rischi a lungo termine per gli adolescenti, quando la loro alimentazione è basata su un consumo eccessivo di cereali (compresa la pasta) e patatine fritte", ha affermato, a questo proposito, il direttore dell'Anses, Marc Mortureux.
Tra gli inquinanti organici persistenti, le diossine ed i PCB sono nell'86% dei prodotti testati; anche se l'esposizione della popolazione è notevolmente ridotta in cinque anni, alcuni consumatori restano molto esposti. Per le diossine ed il PCB nel pesce grasso ed il mercurio organico nel tonno, dobbiamo rispettare le raccomandazioni per il consumo di pesce: due volte a settimana, variando la specie e la provenienza, e limitando il consumo di alcuni di essi. Si dovrebbero "ridurre i livelli di questi contaminanti nei prodotti alimentari principali", attraverso regolamenti e controlli del settore, ha confermato l'Anses.

Dal punto di vista nutrizionale, c'è il rischio di un'eccessiva assunzione di sodio per gli amanti di pane ed insaccati, e l'inadeguata assunzione di calcio, magnesio, ferro e selenio per una parte della popolazione. L'apporto di ferro è inferiore al 74% del fabbisogno in alcuni bambini. 
I limiti dello studio, secondo l'Anses, sono che non vengono considerate le concomitanti esposizioni a diversi inquinanti anche di natura non alimentare.

"Non è importante distinguere alimenti buoni o cattivi", ha detto Marc Mortureux. 
Dominique Gombert, direttore della valutazione dei rischi, sostiene che "una dieta equilibrata e diversificata" mette al riparo dalle esposizioni.
 Un consiglio facile da seguire, dunque, per limitare i rischi.
Fonte: TF1 News

lunedì 25 luglio 2011

Repellenti antizanzara: sono un pericolo per il sistema nervoso!


Uno studio, pubblicato sulla rivista BioMed Central Biology, ha scoperto che  la  dietiltoluamide (DEET) può  agire direttamente sul sistema nervoso.

"Abbiamo riscontrato che la DEET inibisce l'attività di un enzima chiave del sistema nervoso centrale, l'acetilcolinesterasi, sia di insetti che di  mammiferi", hanno affermato i ricercatori. Negli esperimenti effettuati su scarafaggi e ratti, i ricercatori hanno trovato che la DEET blocca l'azione dell'enzima acetilcolinesterasi con conseguenze neurologiche. Questo è lo stesso meccanismo che provoca gli effetti tossici del carbammato e dei pesticidi organofosfati, come  quelli delle armi chimiche come il sarin ed il gas nervino VX. Ciò può significare che i repellenti e gli insetticidi contenenti DEET  possono effettivamente danneggiare il sistema nervoso umano. Ci sono anche le prove di forti implicazioni sugli effetti  per la salute  dell'esposizione prolungata, anche a basse dosi, di questi pesticidi pericolosi. Precedenti studi hanno ricercato il legame tra la DEET e le convulsioni nei bambini, ma questo studio è il primo a scoprire come questa sostanza chimica agisca direttamente sul sistema nervoso. I ricercatori hanno anche scoperto che gli effetti della DEET sono aumentati quando è stata usata in combinazione con gli organofosfati ed i carbammati (repellenti e insetticidi). Bahie Abou-Donia del Duke University Medical Center ha detto che le nuove scoperte sono in linea con le precedenti ricerche sui rischi della  DEET."DEET è una sostanza chimica efficace per la protezione contro gli insetti," ha affermato Abou-Donia. "Ma i risultati dimostrano che un'esposizione prolungata provoca danni neurologici, se questa è concomitante alla presenza  di altre sostanze chimiche e all'uso di  farmaci". 

I ricercatori suggeriscono alle donne incinta e ai bambini sotto i sei anni di evitare l'uso di repellenti contenenti DEET.

L'Environmental Protection Agency (USA) ha previsto una revisione della sicurezza della DEET per il 2012.

Abou-Donia è andato oltre, chiedendo di predisporre per tali prodotti  delle etichette di avvertimento sui potenziali danni neurologici.


Claudio Venturelli esperto di Entomologia Urbana e Sanitaria del Dipartimento di Sanità Pubblica di Cesena consiglia:  “Non fare mix di più sostanze e non usare repellenti e insetticidi insieme; poi acquistare il repellente giusto leggendo l’etichetta e tenendo conto che l’Accademia Americana di Pediatria raccomanda l’uso di repellente a concentrazione minima di Deet (7%) su bambini sotto i 12 anni. Poi non dobbiamo farci ingannare da diciture come ‘tutto naturale’, anche questi repellenti potrebbero contenere DEET“. 
Foto: benessereblog

venerdì 22 luglio 2011

UE: stop ai giocattoli fatti con sostanze tossiche


I bambini europei, troppo spesso vittime inconsapevoli di giocattoli difettosi e pericolosi, da oggi saranno più al sicuro grazie all'entrata in vigore delle nuove norme UE per i giocattoli che "soddisfano gli standard di sicurezza più elevati del mondo". Il nuovo quadro giuridico sostituirà la vecchia e datata direttiva del 1988 sulla sicurezza dei giocattoli.
Niente più sostanze cancerogene, mutagene o tossiche. Banditi gli ftalati, le bambole realizzate con vernici infiammabili, i fasciatoi e i seggioloni non sufficientemente stabili, le parti e i frammenti di giocattoli che possono essere ingeriti dai bambini, compresi giochini e giochetti mescolati con il cibo senza un involucro protettivo adeguato. 
"La sicurezza per i nostri figli è la nostra priorità. Abbiamo le migliori leggi al mondo in materia di giocattoli e i più elevati standard di sicurezza. Ma inasprire le regole non basta: è necessario che gli Stati membri assicurino una maggiore sorveglianza del mercato, scoraggiando gli operatori del mercato fraudolenti" spiega il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per l'industria e l'imprenditoria.
La Commissione europea ha stilato anche una guida con consigli su come proteggere i propri figli dai rischi legati ai giocattoli. 
Fonte: greenme

martedì 19 luglio 2011

URGENTE: OCCORRE CHE GLI ESPERTI INTERVENGANO!


URGENTEMENTE
OCCORRE CHE GLI ESPERTI ESPRIMINO UN PARERE SULLA PERICOLOSITÀ  DELLE MISCELE CHIMICHE ANCHE A  "BASSE CONCENTRAZIONI"
Infatti la Commissione Europea ha espresso un parere preliminare che SOTTOVALUTA la pericolità delle basse concentrazioni

N.B. i pareri devono essere espressi su questo sito 


e saranno presi in considerazione se saranno conformi al regolamento interno.
C'È TEMPO SINO AL 9 SETTEMBRE

lunedì 18 luglio 2011

La qualità dell'aria negli ambienti di lavoro

... è un fattore importante per la salute e la sicurezza, dal momento che i lavoratori vi trascorrono gran parte della propria vita.
L’aria degli ambienti confinati può infatti contenere composti chimici che possono essere cancerogeni e tossici.
Ad esempio i Voc, (composti organici volatili), il più noto dei quali è la formaldeide contenuta nelle colle, che sono causa di una vasta gamma di effetti che vanno dal disagio sensoriale fino a gravi alterazioni dello stato di salute. Senza contare le semplici esalazioni di detersivi, spray  o il fumo di sigaretta.
L’aria inoltre può contenere anche dannose nanoparticelle, come quelle derivanti dai toner


Partendo dall'osservazione e dall'analisi di dati  di epidemilogia molecolare, dati sperimentali  in vivo e in vitro, vi è una chiara evidenza  (ipotesi da verificare con ulteriori studi sperimentali)  che negli uffici si creerebbe una interazione tra ozono, vocs  (stirene, toluene, formaldeide) e PM 1- 2.5, che, in maniera sinergica  con la produzione di  sostanze reattive secondarie,  determinano un alto potenziale ossidativo.
Tale potenziale ossidativo reagisce con i materiali presenti nell’ambiente (rivestimenti delle pareti, legno dei mobili, materiale cartaceo, plastica) accelerandone la degradazione (ingiallimento del materiale cartaceo degli archivi) con ulteriore emissione di vocs  secondari ancora più reattivi.

Fonti: puntosicuro
inail
Foto: comefaretutto

mercoledì 13 luglio 2011

Stato di New York: verdetto favorevole per insegnante malata di MCS

La Corte d'Appello dello Stato di New York ha giudicato illeggittimo il licenziamento di un'insegnante malata  di MCS che non si presentava a lavoro perchè l'ambiente di lavoro non era consono alla sua condizione di disabilità.
Uno pneumologo aveva provato che la malattia di Denise Frisino, un'insegnante di scuola media di Seattle, era dovuta alle condizioni lavorative (presenza nell'edificio scolastico di muffa, polvere ed altre sostanze irritanti). Una perizia indipendente, accertata la diagnosi di sensibilità chimica multipla, aveva prescritto che le fosse assegnato uno spazio di lavoro fornito di buona ventilazione  e con la totale assenza di sostanze chimiche aventi odori forti  in modo che potesse tornare a lavorare. 

I datori di lavoro, negli U.S., sono tenuti a sistemare in maniera consona un dipendente disabile, a meno che ciò non comporti un onere eccessivo (ADA).

Ma la scuola di Denise non aveva seguito le raccomandazioni dei medici e, perdipiù, aveva licenziato l'insegnante per il suo mancato rientro al lavoro. 
Allora la lavoratrice ha intentato causa alla scuola  per non averle fornito un idoneo ambiente di lavoro, per averla discriminata, per averla licenziata come atto di ritorsione e per averla sottoposta a stress emotivo. 

La corte d'Appello, ribaltando il primo giudizio sommario, ha giudicato illeggittimo il licenziamento.


Fonte: AMERICAN CHRONICLE