Se la vita ci è resa difficile da questa assurda malattia, noi non ci arrendiamo!
"Short-term profits can short-change our future...The cost of ignoring the chemical effects on human health is quietly but steadily growing ever higher, creating a dangerous risk to the very underpinnings of society" Cindy Duering
"Scopo e compito della scienza (episthmh) è lo scoprire qualcosa che non è stato ancora scoperto e il cui esser scoperto sia preferibile al restare ignoto". Ippocrate

sabato 18 settembre 2010

Un grido dal silenzio

Un anno fa ho fatto amicizia con una persona davvero speciale, Eva Caballè, e tradussi un suo scritto che mi è sembrato il modo giusto di gridare al mondo la solitudine di tutte quelle persone che scoprono di avere l'MCS.
Quando qualcosa non piace, qualcosa dà fastidio, quando una cosa vi ricorda i vostri errori, è più facile non affrontarla e lasciarla per un po' nascosta, avvolta in una cortina di silenzio. In questo modo siamo trattati noi malati di Sensibilità Chimica Multipla (MCS). Così vogliono che noi restiamo, in silenzio, per non creare preoccupazione, per non creare allarme, in modo che nessuno noterà il baratro che si avvicina sempre più e dentro il quale stiamo per cadere tutti: noi, i nostri figli, i nostri nipoti... Noi alimentiamo l'economia mondiale con la nostra salute, il nostro futuro ed il futuro di chi non è ancora nato. La stessa società che ci fa ammalare ci espone gratuitamente alle sostanze tossiche, ci abbandona alla nostra sorte e ci zittisce in modo non si sappia la verità. Come si può rompere questa spirale? È necessario che qualcuno ci dia la possibilità di uscire dal silenzio in cui siamo costretti a vivere.



"Delirio" mi ha aperto una finestra attraverso la quale gridare, con tutte le mie forze, che siamo qui, che siamo malati di MCS perché il mondo, in cui viviamo, oggi si sta ammalando, che non devono tapparci la bocca per non farci parlare e, soprattutto, che questo è solo l'inizio ed è necessario agire subito. "Delirio" ci ha aiutato a rompere il silenzio, pubblicando "Nasciamo nudi" nel suo numero dedicato al nudo. "Delirio" mi ha spogliata, dentro e fuori, per esporre la nostra dura realtà. Inaspettatamente, questo articolo è andato così lontano che è stato tradotto in 9 lingue e pubblicato in diversi paesi del mondo, persino accompagnato da prologhi che denunciano la situazione critica di alcuni di essi, come nel caso della Germania o della Norvegia.
Quello che inizialmente fu il mio "grido dal silenzio", si è trasformato nel grido unanime dei malati di tutto il mondo denunciando che l'MCS esiste, che siamo abbandonati, ma che nessuno ci zittirà. 
"Delirio" grazie per essere il nostro portavoce!
di Eva Caballé
fonte: No Fun

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