Se la vita ci è resa difficile da questa assurda malattia, noi non ci arrendiamo!
"Short-term profits can short-change our future...The cost of ignoring the chemical effects on human health is quietly but steadily growing ever higher, creating a dangerous risk to the very underpinnings of society" Cindy Duering
"Scopo e compito della scienza (episthmh) è lo scoprire qualcosa che non è stato ancora scoperto e il cui esser scoperto sia preferibile al restare ignoto". Ippocrate
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martedì 12 luglio 2011

Toxic: occorre un coproduttore per questo film sull'MCS


Giancarlo, 55 anni, dopo aver tentato a lungo, senza successo, di far riconoscere la propria patologia, per lui invalidante, la Mcs, sensibilità chimica multipla, in Italia considerata da molti ancora una malattia fantasma, entra nell'ufficio del suo medico e si uccide. È la drammatica storia che apre Toxic di Francesca Romana Del Sette, il primo documentario italiano sui 'malati ambientali'. Il film, che non è una fiction, procede attraverso le testimonianze di dottori e  malati come Stefano, ex tecnico addetto alle riparazioni delle  stampanti, che non può più lavorare, o Donatella, che non può avere figli, racconta le difficoltà quotidiane di chi ha visto la propria esistenza sconvolta da una sindrome immuno-tossica infiammatoria causata dall'impossibilità di tollerare ambienti o sostanze chimiche contenute in prodotti come saponi, detersivi, tessuti stampati, inchiostri, profumi, tendaggi, benzine, colle. Una malattia della modernità, che, secondo lo studio Heuser compiuto nel 1998, colpisce tra l'1,5 e il 3% della popolazione, causa di varie patologie che possono diventare disabilitanti attraverso una lunga serie di sintomi, tra i quali: eruzioni cutanee, amnesia, emicrania, difficoltà digestive anche gravi, multiple intolleranze ai cibi, nausea, dolori alle articolazioni, vertigini, vomito diarrea, ecc, stato di affaticamento cronico. È una sindrome da cui "si può migliorare, ma non si torna più alla vita di prima" ha spiegato Giulia, 42 anni, affetta dalla malattia da quando ne aveva 31.  
"Io e la produttrice Veronica Mona - spiega la regista, già autrice, fra gli altri, del documentario Viaggio in corso nel cinema di Carlo Lizzani, presentato a Venezia nel 2007 - spinte dalle nostre rispettive gravidanze, volevamo raccontare inizialmente come vivere con una maggiore coscienza ecologica l'essere madri. Durante le ricerche abbiamo scoperto per caso la Mcs e non abbiamo potuto fare a meno di raccontare il dramma di chi ne è colpito".
L'ostacolo maggiore che vivono i pazienti nel nostro Paese, come si spiega nel documentario, è quello di non essere riconosciuti come malati(solo alcune regioni provvedono a sovvenzionare le cure fatte all'estero, le uniche che sin'ora hanno dato risultati). Fra i paradossi raccontati da Toxic, "quello di Bologna, dove l'ambulatorio per la cura della Mcs è guidato da un dottore (intervistato nel film) che la considera una patologia psicosomatica, e non la riconosce come vera e propria malattia" dice Francesca del Sette. Giulia racconta: "A me a Bologna per un anno e mezzo hanno fatto solo test psichiatrici, mi ero aggravata, non riuscivo più a parlare e camminare. Poi, per fortuna, la Regione mi ha mandato a curare negli Stati Uniti (fra gli altri Paesi dove la malattia è riconosciuta e curata ci sono anche Germania, Gran Bretagna, Austria, Canada, Svezia, Giappone) e in 3 mesi sono guarita del 50-70%". La regista, in cerca attualmente di una distribuzione per il film, ha spiegato di avere voluto soprattutto mettere in evidenza come "al di là dell'informazione che riceviamo, c'è un'altra realtà che non ci viene raccontata, per una serie di interessi, ma che dovremmo conoscere per il nostro bene e soprattutto per quello dei nostri figli".


Fonte: aam Terra Nuova
Leggi anche: TOXIC: Documentario sull'MCS di Francesca Del Sette

venerdì 2 luglio 2010

TOXIC: Documentario sull'MCS di Francesca Del Sette

"Malattie rare imperversano senza una cura nè un umano sociale riconoscimento. 

La causa è probabilmente da ricercarsi nel "tossico" che ci avvolge, con le sue innumerevoli spire invisibili, note o sconosciute, figlie di un mondo sempre più chimico. 

Quanto "TOXIC" intorno a noi, nelle nostre case, nelle scuole, nell'aria, nei prodotti che usiamo per lavare e ancor peggio per lavarci, nei luoghi di lavoro, nelle macchine, persino nel verde e dentro ai fiori.

La soluzione purtroppo ancora non esiste. Se non nel prendere seriamente consapevolezza della situazione. 
La nostra inchiesta spazia nell’ambito di una trentina d'interviste (tra malati, medici, ricercatori, enti, associazioni) e prova a smascherare la realtà italiana.
Non senza uno sprazzo di speranza e di alternativa equosolidale ad un modo di vivere un po' stretto a troppi di noi.
Che comunque siamo i primi nel nostro piccolo a correre come criceti nella loro ruota, senza sapere dove andiamo, cosa compriamo, cosa buttiamo... perchè non impariamo a guardare, a ricercare, a mettere in dubbio i luoghi comuni, le abitudini radicate?
È ora di chiederci cosa si celi dietro le nostre scelte quotidiane, è ora di scegliere togliendoci il fumo dagli occhi.
Il punto di vista dal quale analizziamo la situazione passa come un testimone dalla voce di un suicida alla rabbia dei malati che lottano, dagli occhi di bambini inconsapevoli alla forza di un nuovo eroe anziano che proprio per i bambini si batte. E vince.
Certo... se il mondo fosse a misura di MALATO o di BAMBINO non ci sarebbero problemi. Una riflessione interessante ci può portare a considerare i malati come "un campanello d’allarme" per il tasso di inquinamento che ognuno di noi ha al suo interno. Ma siamo in pochi a fare tali pensieri.
Peccato.. perché poi alla fine siamo tutti intossicati.
Ma solo i malati se ne accorgono.
E i bambini ne pagano le amare conseguenze."

Note di regia del documentario "Toxic"

Note di regia
"Toxic" è il risultato di un viaggio nel quale Veronica mi ha trascinato alla ricerca della verità. Spinte entrambe dalle nostre rispettive gravidanze dentro l’irreversibile metamorfosi verso la coscienza ambientale che oggi possediamo, il primo intento comune è stato quello di esplorare con un documentario quale fosse il modo migliore per diventare due mamme più "ecologiche" nel rispetto dei nostri bambini. Ci siamo accostate all’argomento con curiosità, ignoranza ed entusiasmo finchè non abbiamo scoperto, con le ricerche e con il tempo, delle vere e proprie "mine" che, pur non avendo noi il potere di disattivare, non siamo riuscite ad ignorare. Una di queste realtà oscene e pericolose - l’emarginazione dei malati ambientali affetti da MCS - è diventata l’imput per una storia più complessa di cui i bambini non sono più i protagonisti ma rappresentano solo una parte delle vittime di un Paese malato come il nostro Pianeta.
Francesca Romana Del Sette